Mi sorrise improvvisamente. E capii che sarebbe successo qualcosa di particolare, in quella mattinata. Avevamo fatto all’amore in maniera seria, saziandoci. Quel risveglio mi fece diventare ghiaccio.
Due volte al mese riuscivamo a stare insieme otto ore. Quando i ritmi della sua fabbrica coincidevano con quelli della mia.
Quella notte valse più delle altre.
Mi scrisse in fretta un addio. Sulle molle del letto e fasciandomi di baci, carezze, sussulti. Il mio sguardo fu subito indovino. E gli occhi miei catturavano solamente le gocce d’acqua. Le molecole aggrappate alla finestra. Ormai era meglio non sentirla ancora vicina. Ma lavandomi i denti, la sentivo dietro di me. Non mi voltavo. Mi toccava e facevo finta di nulla.
Gli ultimi giorni di convivenza, per noi, erano diventati scatole minuscole. Che ci soffocavano. Oltre a noi due, la dentro, non poteva starci: l’aria.
A volte, mentre dormivo, la sentivo rientrare da ladra. Mettere sul tavolo un piatto e corre via di nuovo. Altre situazioni mi facevano diventare addirittura cattivo. Anche belva, io? Intento a trattenere rabbia e rancore. Cercando di scordare che animale potevo davvero diventare realmente.
E’ andata via. Non mi importa per niente. Forse ogni tanto mi pensa pure. Come faccio adesso io per lei. Non mi interessa più di tanto, quello che vuole in questi momenti.
Sono andato a prendere una boccata d’aria vera, ieri. Anzi. Ho cercato di scolare più birra che potevo. Il bar che sta vicino casa mia è uno dei luoghi che, in questi giorni, frequento maggiormente. Forse, in queste settimane. Esattamente, dal giorno che vivo da solo. Purtroppo riesco a berne tanto di alcool senza ubriacarmi. Di certo, per chi vuole farlo, è un bel problema. Significa spendere tutti i giorni soldi spropositatamente. Da quando è andata via, utilizzo buona parte del mio salario per ingoiare alcolici.
Non bevo assolutamente per dimenticare. Per dimenticarla. Bevo per ricordare tutto il mio passato e pensare al presente. Mai, nonostante tutto, al futuro.
Il mio corpo si allontana appena sale la sbronza. Sento che diventiamo due. Il mio corpo mi guarda e sorride, pensando che in quei momenti non posso sfruttarlo minimamente. Mi vince. Faccio tutto quello che di cui ha voglia.
...E IL CUORE, MI DICE...
MERAVIGLIOSAMENTE
MI PARE CHE OGNI COSA
MOSTRI VIRTU' E BELTADE
DI TE BELLA E PREZIOSA
MERAVIGLIOSAMENTE

www.lietocolle.com
Un corpo di donna, certo, annunciato da questo “Tua”, un corpo di visionaria apertura sensoriale. Una forma colloquiale per un libro di scritture raffinate ma che vogliono essere compagne di momenti rilassanti. Quindi una dichiarazione di intenti, nel titolo, un invito, quasi una carezza nel tua, una speciale alchimia nella virgola, e il corpo, che segue e che si offre, tutto. In primo piano.
“Tua, con tutto il corpo” nasce con il preciso desiderio dell’editore di dare spazio a un erotismo che rappresenti il contemporaneo; quell'erotismo che riconosce il corpo sociale e lo situa nelle situazioni, reali e mentali, della vita di tutti i giorni ...
dalla prefazione di Francesca Mazzucato
Undici autrici per undici racconti:
Dandyna /Elisabetta Pendola
Eliselle
Tittyna
Angela Buccella
Alina Rizzi
Manila Benedetto
Monica Maggi
Laura Guglielmi
Danilea Gambino
Rosanna Figna
Deborah Rim Moiso


Trasloco, cambiamento di spazio, spazio inteso come fisico e mentale.
Pensavano questo Giuliano Matricardi e Bruno Puiatti mentre, la prima volta che lo visitavano, si lasciavano sedurre da quel “vuoto”, ampio e rigoroso che avevano scoperto in Via Monserrato.
Ma questo è nella storia de il Ponte Contemporanea: galleria che apre a Via della Lungara nel ’93, momento di stasi completa del mercato dell’arte e che opera scelte coraggiose e lungimiranti. Nel ’95 è in Via di Montoro, dove cresce e poi si sdoppia in uno spazio contiguo dedicato a mostre basate su un progetto.
Ora un nuovo trasloco, uno spostamento della galleria, dècalage orientativo che reinventa gli spazi secondo i canoni più personali di Giuliano e Bruno, aderenti alle nuove forme infinitamente più varie del lavoro artistico; come sostiene Jonathan Turner, “nel XXI secolo una galleria deve essere tre cose: dinamica, flessibile, inventiva - tre termini che possono essere applicati alla migliore arte ora prodotta”.
Siamo a Palazzo Corsetti, nel tratto più ampio e luminoso di Via Monserrato, in quegli spazi grandi e arieggiati dove i patrizi romani tenevano le scuderie e il rimessaggio delle carrozze. Pochissime le manipolazioni dal '600 ad oggi e il restauro mantiene essenzialmente la divisione naturale degli ambienti. Infatti, l’esigenza più sentita è quella di creare tra l’arte esposta e l’antica architettura, relazioni che offrano un potenziamento di interesse e coinvolgimento che le opere trasmettono.
Il nuovo spazio è diviso in cinque luoghi che dialogano tra loro: dalla strada si accede alla Galleria Uno, un grande ambiente regolare dai pavimenti in travertino bianco, dedicato ai nuovi trend della video art e della fotografia negli scenari artistici italiani e internazionali .
Nella contigua Galleria Due l’artista interviene sullo spazio con progetti istallativi e wall drawing. Continuando il percorso, nell’ Ufficio vivrà sempre almeno un’opera significativa di un artista rappresentato da Il Ponte. Sul fondo ecco il Magazzino, è una store room archivio, luogo di ricerca privata dove poter scoprire le opere raccolte dal 1970 al 2000: tele, foto, disegni, libri, cataloghi e altro, di artisti come Blumenfeld, Boetti, Mochetti…
Esiste anche un piccolo Atrium, foderato in pannelli di policarbonato translucido, è il luogo del relax, del caffè e del lunch.
La nuova galleria de il Ponte Contemporanea diventa quindi un “luogo dell’arte” a tutto tondo: spazio di incontro, di aggiornamento, di scoperta, di riflessione, di studio. E’ luogo “glocal”, come dice Achile Bonito Oliva, che focalizza e proietta tendenze internazionali, insieme a talento e cultura locale, esprimendo in modo più compiuto e organico le intuizioni, l’esperienza e il know-how di Giuliano e Bruno e del loro entourage.
INFO:
Emily Dickinson diceva che una parola comincia a vivere quando è
pronunciata. Così è per l¹omofobia. Ma, lo stesso può dirsi per tutta quella
letteratura che da qualche anno esiste sul mondo omosessuale e che fa
cultura. Spalanca la realtà. Educa alla conoscenza.
Allora, parimenti, comincia ad esistere e ad assumere significato il valore
di un libro come Omofobia (Paolo Pedote e Giuseppe Lopresti) edito da
StampaAlternativa nel febbraio 2003. Un testo, frutto di una ricerca durata
4 anni che raccoglie oltre 500 citazioni che tracciano una breve storia del
pregiudizio nei confronti delle persone omosessuali. Una sequenza ordinata
di citazioni che hanno condannato l¹omosessualità, ma anche le parole di chi
ha espresso la dignità e il valore della diversità omosessuale.
³Guidata dall¹emozione di sostenere la libera espressività e darle un
respiro a più voci è Delia Vaccarello, curatrice di Principesse Azzurre
(Aa. Vv. - Oscar Mondadori 2003), prima antologia di racconti scritta da
donne sull¹amore tra donne, poichè ³dopo secoli di furtive allusioni e
parole sussurrate, oggi ci si può permettere il tono più alto della
letteratura² al punto da ripetere l¹esperienza editoriale con Principesse
azzurre 2 (Aa. Vv. - Oscar Mondadori 2004). Perchè la letteratura ci
mette in contatto con i significati fondamentali dell¹esistenza, che
risponde a istanze rivelatrici e ignote persino a noi stesse².
E allora ci chiediamo, chissà se le diverse autrici di Accendimi di
desiderio (Aa. Vv. Zoe 2004) si saranno rese conto di aver svelato ai
più, l¹ignoto del sesso tra donne raccontato sempre da altri, gli uomini, in
maniera stereotipata e grondante di luoghi comuni? Forse si, visto che
qualche mese fa Accendimi di desiderio 2 (Aa. Vv. Zoe 2005) ha salutato
il mondo dell'editoria compiendo ancora una volta una piccola grande
rivoluzione. Svelando che anche le donne si amano, si piacciono, si
desiderano.Danno vita ad Altri amori (Aa. Vv. Malatempora 2004), raccolta di storie
gay e lesbiche che si esprimono ³utilizzando tutti i modi e gli stili
disponibili, dall¹epistolario alla poesia, dallo scambio di emails al noir,
dal genere erotico al diaristico² senza paura e con la speranza di smettere
di essere invisibili, ma parte integrante di una società che si nasconde
dietro il principio del contra naturam, forma intellettuale di
discriminazione.
Eppure, anche i giovani omosessuali sognano ed hanno desideri segreti non
solo nel sottotitolo di Pornocuore (aprile 2005), ultima uscita della
Coniglio Editore di Riccardo Reim e Antonio Veneziani. Cinquanta
conversazioni in cui ³gli allevati per essere eterosessuali² rivelano di
aver deluso le aspettative, cercano di scoprire cosa hanno da condividere
con i loro simili. Imprigionati quasi sempre nella gabbia di una doppia
vita, ³costretti a trascorrere buona parte della propria esistenza a
esorcizzare una parte di sè, magari rifiutandola o ignorandola². Colpa di
una società sempre più incapace di amare? si chiede Veneziani. Oppure è
l¹omosessualità che, nonostante tutto, fa ancora paura?
(Al.Bi.)
PASSIONE E MUSICA:
SOSTANTIVI FEMMINILI
B a r i – W a b i S a b i
via M. Cifarelli, 22 (tra villa Romanazzi e il Conservatorio)
Appassionate, coraggiose, ardite, audaci, a volte anche sfrontate e spudorate, e soprattutto provenienti dal Sud Italia: così si rivelano le 99 autrici che hanno aderito a "TI BACIO IN BOCCA", antologia poetica della casa editrice Lietocolle di Como dedicata all’eros in versi, che verrà presentata domenica 22 maggio alle 21,30 a Bari al Wabi Sabi (via M. Cifarelli, 22 - tra villa Romanazzi e il Conservatorio).
La raccolta, prima e unica finora in Italia, è stata curata dalla giornalista e poetessa Monica Maggi (www.monicamaggi.it) che, assieme a Diego Morga, musicista e compositore, racconterà nella serata del 22 maggio la follia amorosa delle donne.
“La grande sorpresa- dice la curatrice- è stata la risposta massiccia delle donne che hanno consultato il bando di concorso solo ed esclusivamente via internet. 1200 le poesie inviate, 400 le donne che hanno partecipato: solo questi numeri sono da record. E il calore del Sud, terra di passione e cuore, mi stupisce ancora una volta”.
Accanto alle rime delle appassionate esordienti, verranno recitati versi anche di poetesse famose: Alda Merini, Anne Sexton, Emiliy Dickinson, Marina Cvaeteva e altre ancora. “Proprio per ribadire –conclude la poetessa giornalista- che di fronte alla follia per amore non esistono differenze tra celebrità e anonimato. La passione resta, sempre, un sostantivo al femminile”.
Mi parla senza voce
Rivolgendomi gli occhi brillanti
Ed il sorriso femmineo.
Le parole mi giungono
Infilate tra le onde
Non un suono a sospingerle.
Eppure la sento.
Se avesse voce
Sarebbe spessa e sinuosa
Placida e lieta.
Il sorriso arcua ogni sua parola
Non mi è dato ascoltarle
Ma posso vederle
Tutte arricciate all’insù
Tutte discretamente ornate alle estremità.
Le labbra dolci
Sono promessa di letizia
E mi lascio avvolgere
E carpire dai suoi racconti.
Mi dice di templi e ritrovata primavera
Di pace e consapevolezza
Ed io, il viso tra le mani
L’ascolto senza fiato
Immaginandone i colori
E le architetture.
Parlamene ancora
Mostrami la strada
Lascia che chiuda gli occhi
Solo un istante
Mentre mi guidi.
Lascia che mi culli
Nella carezza che sei
Di cui serbo solo un ricordo lontano.
Vien voglia di seguirla
La Sirena
Fin dentro al suo abbraccio
Fin dentro al mare.
Appena un fremito
E poi mi affido
Cadendo le vesti
Coprendomi solo
Col velo benigno della sua pace.
(InsideSusan)
Sabato 14 e domenica 15 Maggio 2005
Il soggetto lesbica.
Sovvertire il pensiero egemone per una ri-scrittura del simbolico
Roma, Centro Femminista Separatista
via San Francesco di Sales, 1b
Una iniziativa di:
CLR Coordinamento Lesbiche Romane - Roma
Associazione Separatista Desiderandae - Bari
Fuoricampo Lesbian Group - Bologna
CFS Centro Femminista Separatista - Roma