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WORDS - FOLLE DIARIO DI BORDO

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Utente: Mounika
Nome: LaMonica www.monicamaggi.it
Giornalista, scrittrice, editor, docente universitaria. Curiosa delle storie di uomini e donne. Un po' folle.

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settembre 30 2005

PORNO SI', MA DOTTO



Ad Amsterdam un convegno affronta gli aspetti artistici, politici e culturali del porno in rete. Blog, webcam, chat sotto la lente degli esperti, per scoprire cos'è il nuovo hard


di Monica Maggi





Chat, diari, confessioni, blog, webcam: nulla sfuggirà all'attento occhio di esperti e studiosi. Tutti riuniti dal 30 settembre all'1 ottobre ad Amsterdam, cuore europeo "liberal" e liberato, per scoprire il risvolto dotto nascosto nel porno in rete. La zona oscura di Internet verrà scandagliata, esaminata, illuminata in questo meeting internazionale di due giorni, che sta già dando nome ad una nuova tendenza: il Net Porn. The Art and Politics of Netporn, ossia "Aspetti artistici e politici del porno in rete", è la prima conferenza internazionale di critica del porno in rete, e fa discutere. "Presenterà numerosi punti di vista, riguardo alla sempre più crescente immersione in internet della pornografia" scrive nella presentazione Katrien Jacobs dell'università di Hong Kong, curatrice e ideatrice assieme a Geert Lovink, teorico dei media, e a Matteo Pasquinelli, autore di Media activism (edito da Derive e Approdi).

Il "dito nella piaga" è proprio questo: uno spazio così censurato, filtrato, combattuto, sorvegliato (come quello del porno sul web) è diventato, nonostante tutto, un luogo di ritrovo e di contatto di migliaia di persone, e quindi di culture, che on si può ignorare. "Bisogna discutere il potenziale critico e artistico - continua la Jacobs- come vanno prese in considerazione le innumerevoli comunità digitali (ma fatte di uomini e di donne veri) e le loro attività attraverso blog, webcamera, chat, diari, confessioni, mailing list e fogli virtuali di ogni tipo".
Il tema appare scottante, anche perché la conferenza su un argomento così "corporeo" viene organizzata dall'Institute of network culture con supporto dell'Amsterdam School for Analysis, un istituto per media interattivi. Ma soprattutto perché l'immagine comune della pornografia in rete non è per niente attraente. 'Pornoweb' fa pensare, nella migliore delle ipotesi, a "gente strana" con dubbie passioni, oscure fantasie a sfondo sessuale, che non si riescono a catalogare. Chiedere "entri mai su siti porno" è quantomai inutile: rispondono tutti no.





L'arte e la cultura non hanno, invece, mai avuto falsi pudori nell'utilizzare il porno per la loro prima diffusione. La fotografia ai suoi albori, come in seguito il cinema, furono utilizzati e sfruttati subito per scopi erotici: a metà Ottocento, mancando le modelle autentiche, erano le prostitute a prestarsi a questi "servizi". A seguire, dai primi anni del '900, ci fu una vera invasione di immagini artigianali, ma sempre fortemente erotiche, trasmesse nelle sale cinematografiche. Fino a qualche decennio fa, quando il cinema a luci rosse è stato sostituito dai vhs e poi dai dvd. La tre giorni di Amsterdam si propone come un boccone ghiotto. Il programma è diviso in lezioni, e si inizia il 30 mattina con la Keynote lesson (lezione chiave) del critico di cultura americano Mark Dery. E' sua la definizione di "web come giardino di torture", con un'enorme aiuola (quella del porno) che raccoglie i più svariati fiori. Fiori e germogli che spiazzano e sostituiscono i canoni di bellezza classica.

La lezione del giorno successivo si chiama Desiderio e disgusto: emozioni e pornografia ondine, e sarà a cura della studiosa femminista finlandese Susanna Paasonen dell'Università di Tampère. Si parlerà inoltre di Internet come ingresso all'inferno? (autrice e relatrice Mikita Brottman, del College of Art di Maryland e Istituto psicologia di New York) e dei Sexwokers in rete. Questa seconda parte entra in profondità nel risvolto più discusso del porno: l'hard come risorsa economica. Industrie, piccole aziende private, iniziative imprenditoriali: sul porno l'economia cresce, è un dato di fatto. Sarà però il dibattito su L'ascesa della netporn society a toccare e a dare i numeri del porno: verranno individuate caratteristiche e modalità di collegamento e navigazione; si disegnerà il profilo tipo dell'utente medio. Verrà tracciata una mappa, che andrà dal web-appassionato di città che naviga nel tempo libero, fino alle nuove comunità, chiamate indieporn, porn blogger e sexperts. Ma il porno non è solo rosa e fiori. Amsterdam chiuderà l'inziativa con un dibattito aperto al pubblico su Netporn e censura. Questo per fare luce sul lato buio della netporn economy, quello che viene associato soltanto a crimine e punizione. E Porn pour porn, rassegna di video e progetti in rete, chiuderà in bellezza, per un appuntamento al prossimo anno con dati aggiornati, nuovi gruppi e altre tendenze.

postato da: Mounika alle ore 30/09/2005 13:46 | link | commenti
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settembre 26 2005

E' LEI!!!!!



Marta Abba

E' lei, l'immagine di donna ideale.
(risposta all'I-ncantatrice)

postato da: Mounika alle ore 26/09/2005 13:06 | link | commenti (5)
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settembre 24 2005

TORNIAMO

L'EROS, LE DONNE E LE PAROLE A BOLOGNA - 6 OTTOBRE

Torniamo.
Siamo undici donne, che giocano e maneggiano parole.
Siamo giornaliste, scrittrici, insegnanti, ma anche impiegate, e professioniste in altri spazi.
Siamo undici donne che amano e che hanno amato tanto. Con la carne il sudore gli umori, e il sangue.
Abbiamo messo tutto in questo libro, che chiama TUA, CON TUTTO IL CORPO.

Se volete, saremo a Bologna il 6 ottobre alla libreria PENDRAGON, in via Saffi, a parlarne



Giovedì 6 ottobre, ore 18:30
Libreria Pendragon
via Saffi 15/2a
Bologna








postato da: Mounika alle ore 24/09/2005 12:06 | link | commenti (9)
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settembre 23 2005

DUE





 
DUE
CASA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
ROMA
Danze di donna
 
in programmazione sabato 24 settembre dalle ore 20:30 nel cortile della Casa Internazionale delle Donne in Via S. Francesco di Sales 1/a.
 
Programma:
ore 20:30 - cena di autofinanziamento del CFS
 
ore 22:00 - DUE. Danza di donna
Esibizione di flamenco con:
El mirabrás: Atelier de flamenco di Clara Berna
 
Danza d'oriente con:
Julia Haussener e Stefania Di Dio
a seguiremusica e balli sotto le stelle
 
Vi invitamo alla prima iniziativa del CLR dopo l'estate. Potrete gustare la cena a lume di candela. Potrete assistere allo spettacolo di danza preparato per l'occasione. Poi  balleremo sotto le stelle per liberare le nostre energie...
Il tutto nel bellissimo cortile della Casa Internazionale delle donne.
(Ma anche se piove, la serata si svolgerà ugualmente, al coperto, al CFS, via S. Francesco di Sales 1a.)
 
L'evento è aperto a SOLE DONNE (a sottoscrizione).
 
Per info:
CFS - Centro Femminista Separatista 06.6864201
e-mail:
contatti@clrbp.it (C.L.R.)

Vi invitiamo a divulgare questa e-mail e vi aspettiamo in tante,

C.L.R. - Coordinamento Lesbiche Romane
 
Per info:
CFS - Centro Femminista Separatista 06.6864201
e-mail:  contatti@clrbp.it (C.L.R.)
web-site: www.clrbp.it


postato da: Mounika alle ore 23/09/2005 08:35 | link | commenti
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UN PROFILATTICO CHIAMATO CLINTON




Una doppia linea di preservativi con i nomi di Bill Clinton e Monica Lewinsky sarà venduta a breve in Cina. In realtà i prodotti si chiameranno Kelintun e Laiwensiji, ma pronunciati in cinese suonano proprio come i protagonisti del sexgate più famoso del mondo; in questo modo l'azienda si mette al riparo da eventuali azioni legali. A rivelarlo è la stessa compagnia, la Guangzhou Rubber Group, per mezzo della portavoce Liu Wenhua, la quale ha fatto sapere che i test sono già partiti: più di 100.000 pezzi dei nuovi profilattici stanno infatti per essere distribuiti gratuitamente tra la popolazione. La scelta del nome, davvero originale (l'azienda ha detto di aver ricevuto parecchie offerte per cedere il marchio), vuole trasmettere un'idea di sesso sicuro e consapevole, continua Liu Wenhua, visto che in Cina sono note le battaglie dell'ex presidente contro la diffusione dell'Aids. Quale differenza tra i due condom? Sem plice: il Klintun sarà il top della gamma, mentre il Laiwensiji è pensato per il pubblico di massa.


postato da: Mounika alle ore 23/09/2005 08:27 | link | commenti (12)
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settembre 18 2005

Faticosamente era arrivata a casa.

Il vapore caldo dell'ingresso l'aveva assalita benefico, appena aperta la porta. Le saltava agli occhi subito l'angolo buio della sua postazione da lavoro, così la chiamava affettuosamente, un trespolo su cui si arrampicava insofferente del mondo intorno, quel serraglio di cose della memoria che non avrebbe gettato mai.
Si tolse le scarpe, le spinse con la punta del piede sotto la panca di legno scura da chiesa appoggiata al muro, le appaiò meticolosa. Nella sua vita correvano paralleli l'ordine e il caos più totale, le scarpe messe attaccate una all'altra e i cassetti di biancheria aggrovigliata, i tappeti piazzati al millimetro sul parquet nero e gli appunti buttati alla rinfusa come le banconote nella piccola borsa.
Chiuse la porta sull'aria fredda dell'esterno. Il camminare a piedi nudi le accarezzava la pelle.

"…voglio pensare che sia stato per me, che tu sia passata qui da me per rivedermi e non per una casualità…voglio immaginare progetti ingegneristici del cuore, studiati al centimetro, che non lasciano nulla al destino….voglio stringere forte le dita e sentire l'appiccicoso del tuo sudore e del tuo odore…"

Arrivò in cucina sempre senza accendere le luci.
Il buio le dava terrore, ansia, le offriva la sensazione paralizzante di qualcuno che le alitava addosso la sua presenza, e questa paura serpentina fredda e calda dietro la schiena la elettrizzava. Con indosso la giacca di pelle nera, il bavero ancora alzato si diresse al bancone di legno chiaro, aprì la bottiglia dell'acqua, versò alla cieca nel bicchiere, se lo portò alla bocca bollente e bevve. Aveva la gola riarsa, le pareti carnose delle guance che aderivano ai denti, serrati e stretti che le facevano male. L'intero piccolo viso era stretto e contratto. Chiuse gli occhi, portò una mano appena sotto la gola che batteva forte, posò le dita sui bottoni della camicetta nera, che trovò slacciati.

"….ma perché maledizione, ogni volta che scendo dall'auto e mi dirigo verso di te che mi aspetti dall'altra parte della strada, perché io tremo, ho paura che sia un film, che un regista riporti indietro le riprese…ciak, non è venuto bene, si gira di nuovo…oppure che l'asfalto maleodorante si apra in due come nei peggiori cult movie di Superman, e io che precipito dentro mentre mi guardi finalmente libera di me…perché quei pochi metri tra te e me mi sembrano sempre infiniti, un percorso olimpionico da fare nel migliore dei modi….cerco di mettere bene le gambe una davanti all'altra, come mi insegnava mia madre, muovendo il culo da destra a sinistra e da sinistra a destra, guardando altrove ma non te…e sento invece che mi trapasso da sola con aghi infilati dai tuoi occhi ai miei…"

Accese l'abat-jour sul tavolino di marmo.
Spinse i due bottoni del pc. Si accoccolava come un uccello su quella sedia che ormai le infliggeva un martirio continuo alla schiena. Era una tortura che le ricordava durante la notte quanto avesse scritto, di giorno. Più scriveva, più dolevano le ossa e i muscoli, e di più e di più ancora avrebbe voluto. Il dolore a volte, come quella sera, le aveva fatto compagnia per tutto il giorno trapassandola come una freccia di San Sebastiano dalla schiena al viso alla nuca, girandole intorno come uno scialle di seta.
Piegò sotto di sé le gambe e appoggiò i piedi nudi nelle calze velate sul bordo della sedia, incastrandone i talloni. Così poteva rimanere per ore dimentica del mondo. Poteva tralasciare il mangiare e il bere, il vociare intorno le diventava un noioso brusìo, il richiamo era dato solo dal tempo e dalla scansione dei doveri. Ad un amante passato aveva detto sbruffona "…vorrei solo fare sesso e scrivere, scrittura e sensi…" e mai era andata così vicino all'essenza stessa della sua carne. Che forse erano la stessa cosa.
Strusciò la mano fredda sul viso, fregandosene dei rimasugli di trucco sfatto che le rimanevano attaccati alla pelle, tanto c'era già il rimmel sbrodolato sotto le ciglia girate all'insù. Fece andare su e giù le dita sulla fronte, massaggiò pelle e pensieri. Qualche lacrima quasi secca scese automatica dagli occhi.

"…perché io, sai, non vorrei vederti mai…vorrei strapparti da questo petto che batte più forte e quasi si alza, nel respiro che diventa affannoso…mi slaccerei quello che ho addosso in maniera plateale e teatrale, mi metterei a nudo la carne bianca offrendomi all'ultimo colpo del carnefice…uccidimi ma non martirizzarmi più….vattene via e dopo due passi torna da me, ti prego…strusciami i tuoi capelli sul viso, fammi respirare tra di loro e sentire il tuo odore….come quando sei distesa su di me, a poca distanza dal mio viso, e aliti piano il tuo respiro caldo…vivrei solo di quello e dei tuoi occhi vacui e presenti come un incubo…"

Si accarezzò un ginocchio scendendo con le dita appena sotto. La gonna nera di gabardine le era salita sulle cosce lasciando parte delle gambe. Si piegò ancora e si immaginò da fuori a sembianza di embrione, un feto quasi raccolto su se stesso a vivere del liquido impalpabile intorno. Assumeva la stessa posizione anche di notte, su un fianco con la mano stretta tra le cosce e premuta sugli slip, come a fare compagnia ad un'altra parte di sé. Le arrivò improvviso un brivido nello stesso momento in cui iniziava a scrivere. Fece scivolare piano la mano tra le gambe raccolte, trovò un calore ristoratore e consolatorio. Le veniva da insultarsi, come si fa ai bambini che vengono sorpresi alle soglie di un disastro ancora da commettere. Non farlo non farlo. Ma aveva ancora i segni delle mani di lei, come lacci troppo stretti di sandali estivi intorno alle caviglie, come il bordo ridicolo dell'elastico degli slip sui fianchi, come il segno intorno al dito di un anello che non si toglie.
Scivolò giù, quella mano. Trovò una parte morbida come un frutto da negozio di primizie, sembrava non sua, lei che era passata su troppi letti rimanendo indenne in un angolo sconosciuto del cuore. Siamo brutte, lì, le dicevano da bambina, brutte e vergognose, e lei si lavava sempre con un misto di curiosità e peccato, divertita che non si aprissero le bocche dell'inferno proprio accanto al bidet.

"…toccami, ti prego…hai dita che quando mi entrano nella fica mi scardinano il cuore, è come se avessi quella piccola chiave assurda dei diari segreti, così piccola che si perde sempre…tu ce l'hai, mi tocchi e sento male e bene…mi apri con le dita le pieghe del cuore, mi strappi fogli già scritti sul diario e li sostituisci con tuoi epigrammi incomprensibili….quando mi tocchi è come se sfiorassi con le dita una trappola nascosta sotto la sabbia….si apre tutto in un attimo e la voragine mi porta via, richiudendosi subito dopo, sopra di me….non respiro più, muoio …tu mi guardi e riprendo un po' di mio respiro dal tuo…"

Chiuse gli occhi.
La pelle umida e spudorata accolse subito le sue dita. Cominciò a scivolare sopra, avanti e indietro, con un ritmo che era lo stesso della vita, del tempo, dell'equilibrio stesso del cosmo. Avanti e indietro, perché quella era la miccia e il combustibile, come i legnetti dei boy scout che accendono il fuoco, per mangiare e dormire, per vivere. Avanti e indietro come un'altalena che toglie il fiato, come un pendolo che scandisce il tempo. La casa buia le stava diventando complice, sentiva nell'oscurità compatta e quasi fangosa un respirare che forse era solo il suo, forse no.
Spinse le sue dita in avanti, e sollevò poco i suoi fianchi per andare loro incontro. Ti muovi proprio da femmina, le diceva lui all'orecchio, da dietro, quando la penetrava prepotente, e con la stessa prepotenza lei faceva aderire il suo culo tondo al bacino piatto di lui. Immagino' di trapiantare idealmente le sue dita su un'altra mano.

"….se fosse possibile ti sposerei, in una cerimonia profana e insultante ti prenderei come moglie, e io moglie tua…per te farei schiava e sarei padrona, per ridere scompostamente e fare cose mai fatte…come questa che stiamo già facendo, tu ed io…ti vestirei dei miei vestiti, ti infilerei le mie calze con te distesa sul letto con le gambe alzate…ti truccherei da bambola gonfiabile e ti esibirei per dirti che sei solo mia…a volte sento la mente in questi pensieri osceni che va in mille frantumi di pazzia, come un vetro colpito da un sasso anonimo e omicida…sei tu che sfondi i miei pensieri, e poi, subito dopo, cerco di rimettere ordine sul pavimento sporco…"

L'orgasmo arrivò come arriva il vento a chiudere una persiana, sbattendola all'improvviso, netto, lasciando l'eco e il segno sul muro.
Lei rimase con le dita nel suo corpo. Dopo, aveva quella sensazione di sé racchiusa e stretta in una bocca che la inghiottiva tutta, la carne del sesso avvolta sulle dita che palpitava ancora. Si riaggiustò le pieghe della gonna, il video lampeggiava messaggi lasciati lì dal pomeriggio ad aspettarla. L'indomani sarebbe stato il suo compleanno. Aprì il cassetto davanti a lei, spostò con la mano al bordo del legno le cose alla rinfusa, fece spazio. Voleva occultare quella forcina, di sbieco, come un piccolo tridente con le punte in su. Gliel'aveva sfilata dai capelli, mentre faceva scivolare le mani spalancate sulla sua testa. Poi la prese, e prima di chiuderla per sempre lì, la strusciò sotto le narici. Il suo odore le arrivò a zaffata schiaffeggiante, chiuse gli occhi, "…nulla sa più di te che il tuo profumo…", mormorò tra sé e sé e chiuse il cassetto.


postato da: Mounika alle ore 18/09/2005 17:47 | link | commenti (2)
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MAREA

La marea copre lo scoglio,

l’onda si infrange

biancheggia la schiuma.

La tua schiuma,

calda, densa, silenziosa,

si spande sulla mia schiena.



AUSILIA

postato da: Mounika alle ore 18/09/2005 16:45 | link | commenti
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settembre 16 2005

PIN UP

ROBERTO BALDAZZINI

XXI Century Pin Ups

September 1 - 29 2005



Mondo Bizzarro Gallery
via Reggio Emilia 32 c/d, Roma
tel/fax 06 - 44247451
mon - sat
h 11:30 - 19:30


postato da: Mounika alle ore 16/09/2005 14:21 | link | commenti (1)
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settembre 8 2005

pornografia plastica




 
PORNOGRAFIA PLASTICA. Un'antologia di  films porno esplosivi fatti di bambole gonfiabili ad opera dei registi underground STEVE HALL e CATHEE WILKINS. tutti i corti e medimetraggi seguono le avventure di due bambole eccitate quali CANDY e SUMMER, il prodotto delle ossessioni di HALL e WILKINS che fanno sponda ad un immaginario POP e politcamente scorretto. CANDY e SUMMER attraversano ogni tabuu, dalle bestialita' al sadomasochismo estremo, dalla pedofilia al satanismo fino ad arrivare al ...sesso con alieni africani !!!!! La selezione di corti conteine anche lo storico "Deep Africa" con un ET negro e minorato mentale nonche' "Scout’s Honor", "Tonight’s The Night", "I Touch Myself", "Lick My Pussy Dog!" e, per, finire "Hambone". Aviso
 

postato da: Mounika alle ore 08/09/2005 19:37 | link | commenti (3)
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SINTONIZZATI CON PHAG OFF!

RIMANETE SINTONIZZAT* PER UNA STAGIONE DI PHUOCO

TUNE IN FOR A PHIRE SEASON

PHAG OFF

SEPTEMBER TUNDERS - TUONI DI SETTEMBRE

 

Ven.Fri 16th Sept.

ROMA

PHAG OFF/TekFestival - QUEER SCREENINGS
Visioni, Corpi, Attraversamenti (MoRe Infos Later)
 

 

Ven.Fri 23th Sept.

ROMA

PHAG OFF The Utlimate Queer Party

Closing The queer section of Festival Di Liberazione

Party di chiusura dello spazio queer del Festival di Liberazione

(more infos later)

 

Ven.Fri 30th Sept./sett. Sab.Sat. 1 Ott.

AMSTERDAM

PHAG OFF

@

THE ART AND POLITICS OF NET PORN CONFERENCE

festival su pornografia e rete tra politiche ed arti contemporanee

(more infos later)

 

Ven.Fri 21 th Oct/Ott. Sab.Sat. 22 Oct/Ott.

Phag Off - Hup Concerti Present:

LADYPARTY 2005

International Fe.male Gender Festival

(more infos Later)

 

N-JOY PHAG OFF OR FUCK OFF www.phagoff.org


postato da: Mounika alle ore 08/09/2005 19:35 | link | commenti
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