
COSA E' IL FIZZ SHOW???
E’ un radio talk show, un luogo di incontro e di ascolto dove si parla di tutto. Cronaca, sport, cucina, spettacoli, cultura, medicina, sesso, pubblicità, musica…
Il bravo presentatore, il mediatore dell’ “etereo” salotto è Alessandro Fizzotti che farà da DJ tra parole, pensieri e opinioni.
Accanto a lui una valletta (come farne senza…) e tantissimi ospiti: personaggi noti e meno noti, medici, attori, giornalisti. Ognuno dirà la sua, che può essere anche la tua.


Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse
Piazza della Repubblica 13/14r 50123 Firenze
Tel. 055 21.22.80 fax. 055 290.052
ARTISTI E AUTORI ALLE GIUBBE ROSSE
Fiorenzo Smalzi Vi invita alla presentazione del
CALENDARIO PIGHEOLOGICO 2006
Roberto Meiattini Editore
Sabato 10 dicembre 2005 ore 17.30
Introduce l’autore Vladimir Swarovski
I calendari, spesso, sono raccolte di fondoschiena proponibili, anche se molte volte improbabili. Il Culandario è una raccolta di preteriti probabili, anche se alcune volte improponibili. Chi già conosce le scorse edizioni, sa che il Culandario non è destinato ad uomini che si fanno da soli, ma a tutti. In particolar modo è destinato alle signore, a quelle signore che non hanno avuto occasione di incontrare l’autore, per una pigheologia personale.
Lo scopo di queste raccolte annuali, è proporre retroritratti, vale a dire ritratti di fondoschiena, fra i più diffusi, per dar modo sempre a più signore, di trovarne qualcuno somigliante al proprio. In questo modo è possibile eseguire una auto Pigheologia domestica, anche se non molto aderente alla Pigheologia propriamente detta.
La Pigheologia è una branca della fisiognomica, che prende in considerazione la forma delle natiche, per trarre indizi sulla personalità delle signore. E’ rivolta solo alle signore, poiché solo le donne comunicano con questa parte del corpo, momenti di fondamentale importanza per soddisfare l’istinto di conservazione della specie. Oltre alla funzione di mantenere la stazione eretta, che svolgono in comune con i maschi, le natiche delle donne comunicavano il momento fecondo del ciclo riproduttivo. Questa è una forma archetipo che resiste, ed è percepita a livello subliminale. Per questo motivo, quando una donna ha un corteggiatore, dice che qualcuno le sta dietro.
In questa edizione, ho inteso descrivere più dettagliatamente alcuni momenti importanti della pigheologia, come la relazione fra bustrofedia e palindromia, e la losanga di Michaelis. Il Culandario, nasce dal desiderio di pubblicare un Manuale di Pigheologia. Questo progetto fu poi sezionato, per proporlo in parte ogni anno. Quando sarà completato, tutti i Culandari formeranno il Manuale di Pigheologia. Perciò ho sentito la necessità di inserire quelle parti che non sono specifiche delle natiche, ma che aiutano a vederle nella relazione con tutto il soma.
Nell’edizione dello scorso anno, ho ricordato che le natiche, essendo una peculiarità squisitamente umana, fanno vergognare il Diavolo per non poterle nemmeno imitare. Per questo, quando si trova alla presenza di un bel culo, volge lo sguardo malevolo altrove, portando via ogni malia. Avere culo, per dire “avere fortuna” deriva proprio da questo fatto. E non è del tutto azzardato, credere che dietro, c’è sempre un’opportunità.
Non mi resta che augurare ancora una volta Buon Anno, con il simbolo della fortuna.
Vladimir Swarovski

Sono gli idoli di intere generazioni .Vendono milioni di dischi. Sbancano i botteghini. Sono sempre primi in classifica. I loro dischi incidono la storia della musica made in Italy. E oggi, incuranti di chi li giudica, prendono la penna in mano e raccontano la genesi della loro musica, confessando di aver stravissuto.
Non si diventa scrittori tutto in una volta. I lettori sono spietati e non gli sfugge niente. Capiscono fin dalla prima pagina se le righe sono macchiate di sangue, se la pelle è segnata dalle cicatrici, se le parole sono dettate dalla pancia.
Non si diventa scrittori tutto in una volta. E non basta mettere una parola dietro l’altra per scrivere un libro.
Questo Gianna Nannini e Vasco Rossi, rock star di mestiere, lo sanno bene. I loro libri non hanno velleità da letteratura, nè vogliono essere surrogati della loro musica. Ma, funzionano. Arrivano. Emozionano. E vendono. Eccome se vendono. Operazione commerciale ben riuscita o mezzo alternativo per farsi pubblicità, non che ne abbiano bisogno, poco importa. Ciò che conta è che entrambe le opere hanno un loro valore intrinseco che si lascia scoprire ed emerge sottile tra le pagine. E sono scritte col cuore. Con l’anima. Con sincerità e crudezza. Senza tralasciare nulla. Con il più piccolo particolare messo lì in pieno sole perchè venga guardato da tutti.
Le mie canzoni (Mondadori, pag.355, Giugno 2005, ¤ 25,00 venduto in un cofanetto non scindibile comprendente oltre al libro un dvd “Dal palco”) di Vasco Rossi è una vivisezione della carriera del rocker emiliano. Poche chiacchiere come nella migliore tradizione del signore, anzi neo dottore, dal cognome più anonimo d’Italia e molta esperienza di vita vissuta attraverso le canzoni. Sono proprio loro le briciole di Pollicino che permettono al lettore di ricostruire tutta la vita spericolata del leone di Zocca. Centotrenta canzoni per 20 album, brani ceduti ad altri colleghi esclusi, frammenti di un puzzle che ricostruisce fedelmente non solo la carriera, ma la coscienza del mito del rock italiano. Tutti i testi, parola per parola, da cantare, leggere, scandire fino ad arrivare laggiù nel profondo, dove scorre solo il sangue più denso che lascia tracce che non si possono cancellare. Un trip, una provocazione, un dialogo fatto di note e schegge di memoria che con presunzione esclama alla gente “Mi diverto molto a prendermi in giro, a denudarmi davanti a tutti e a confessare le mie debolezze e i miei errori”.
Così l’uomo che non ha paura di farsi guardare per quello che è, racconta le sue canzoni come se si trattasse di bolle di sapone. Sfere iridescenti e perfette, microcosmi che generano l’emozione, la paura, il sentimento, che diventano musica e vivono di vita autonoma, creando una storia che ha fatto la storia del suo successo.
Genesi diversa, ma non meno sentita quella di Io (Rizzoli, pag. 175, luglio 2005, ¤ 14,00) di Gianna Nannini. Già il titolo non lascia spazio a fallaci interpretazioni. Io è proprio lei, Gianna. Senza segreti, senza paraventi. Nuda con la penna in mano. Minimalista e poetica. Intima e pubblica.
Tutto comincia fin dalla copertina: un autoscatto in cui si ritrae. Poi, 5 anni e già quella sensazione di sentirsi dentro la vita e un gioco che ad un certo punto non sarà più tale: scappare di casa. E gli uomini, le donne, la ribellione, gli umori, in una girandola di sensi, sempre alla ricerca della pulsazione giusta, quella che fa nascere una canzone. Paesi, battiti e ritmi cercati in grand hotel e sottoscala. Collaborazioni importanti di quelle che cambiano la vita: Sting, Annie Lennox, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci. E l’amore: sempre diverso, sempre vissuto fino alla fine con un’intensità che diventa fuoco che brucia e costante ispirazione. Io è tutto questo e molto di più. Un vinile di carta dove la Nannini incide un ritratto di sè stessa, crudo, spietato, senza rimpianti, ma con un’umanità che diventa tenerezza e dolcezza quando meno te l’aspetti.
Il percorso di una vita in cui nulla è stato lasciato intentato, non sperimentato. In cui tutto ha un suono, spesso quello del pianoforte, limpido e rarefatto, acido e melodioso. La provocazione diventa scandalo, il sudore annebbia la vista e il profumo guida i sensi verso una nuova idea, un progetto, un concerto.
Così i grandi del rock targato Italia che hanno stravissuto si mostrano su palchi aperti al pubblico. Per accedere nessun biglietto. Basta lasciare a casa i (pre)giudizi.
Alessandra Bianco
(dal quotidiano Barisera del 13/11/2005)

UNA DONNA “CONTRO”
Splendida, sensuale, dalle curve mozzafiato. Ha 23 anni, è pugliese e si chiama Manila Gorio. È una transessuale, come vengono definiti gli esseri non "identificabili", spesso sotto i riflettori della cronaca, come non mai negli ultimi tempi.
Manila non ha però bisogno di claque e di scandali, per far parlare di sé. Al suo attivo ha numerose esperienze di televisione, di moda, di radio.
Non ha mai "trasgredito" inutilmente, e oggi rilancia come da suo copione originario. "Una transessuale non è solo prostituzione o droga. Non è clandestinità. Una transessuale è la visione del mondo da una prospettiva non classificabile". E per questo Manila Gorio annuncia l’uscita della sua ultima creatura. Sarà un calendario, come nella migliore tradizione di fine anno. Accanto alle varie veline, presentatrici, modelle, Manila metterà le sue foto, con un impronta tutta particolare.
"Presenterò dodici mesi di provocazione, di sfida e di rilancio dell’immagine trans. Non solo tredici scatti (e già il numero è un andare oltre), ma anche una storia per immagini, che denunci le difficoltà e i sogni che ogni transessuale vive quotidianamente”. Tra le pagine di questo lavoro unico, ci sarà proprio tutto: sì provocazione e denuncia, ma anche rivalutazione e sdoganamento del mondo GLBT, apparso spesso e recentemente sui giornali sotto una luce “equivoca”.
A fare da supporto a Manila Gorio, nella sua marcia di bellezza provocatoria, ci sarà Nottevip, mensile barese di cultura e spettacolo. Il numero speciale della rivista che accompagnerà il calendario verrà dedicato non solo a Manila Gorio, portavoce di una sensualità "diversa", ma all’eros in generale. Racconti, interviste, inchieste, box di indirizzi e informazioni: Nottevip sta preparando tutto questo e molto ancora, e tutto dedicato all’universo dei sensi.
La presentazione del calendario di Manila Gorio, assieme al numero speciale di Nottevip, alla presenza straordinaria di Milly D’Abbraccio e al libro LA MATTINA DOPO di Cristiano Armati, è prevista per il 13 novembre alle 19 a Roma, al Beautiful Erotic Center di via Alessandro Neroni, 9.
Ingresso libero.