Il festival musicale
Martedì 2 maggio il concerto tratto dall´ultima edizione del festival - eseguito nel piazzale di Melpignano (Lecce) lo scorso 27 agosto 2005 - risuonerà a tutt´altra latitudine, nel parco di Chaoyang a Pechino dalle 18.00 alle 21.00 (ora locale), ospite della terza edizione della "Settimana della musica popolare di Chaoyang" che quest´anno rientra fra le iniziative della prima celebrazione in Cina dell'Anno della Cultura Italia - Cina.
Sul palco l´Orchestra Popolare



DI TUTTO UN PO' SU
SESSO PLANETARIO
IN EDICOLA OGNI MERCOLEDI' SU GRAZIA
ITALIA Quali idee e sensazioni si associano ad un frutto? Lo hanno chiesto in un sondaggio quattro ricercatori della sezione di Bologna dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Consiglio nazionale delle ricerche. Il sondaggio ha raccolto oltre 500 contributi, ripartiti tra 45% di uomini e 55% di donne, di una fascia di età compresa in massima parte tra i 25 e i 55 anni. Il sondaggio rileva anche quali sono i frutti più sensuali nel complesso: un terzo delle risposte indica la fragola (3% donne, 32% uomini), che distacca nettamente la ciliegia, al secondo posto, poi pesca, fico, uva e albicocca.
GERMANIA L’omosessualità è anche tra gli animali. E’ successo allo zoo di Bremerhaven in Germania. I maschi di pinguini, rimasti per molto tempo senza femmine, hanno rifiutato di accoppiarsi con femmine importate dalla Svezia, preferendo la “compagnia” dei maschi.
GERMANIA In Germania un team di psicologi cura gratis i ragazzi tra 12 e 18 anni con problemi di cuore. E risponde ai loro quesiti più comuni. Succede allo Schwabing Hospital, a Monaco di Baviera, in cui è stato aperto un intero reparto destinato a questo malessere. “Love Ambulanz”, un team di dieci psicologi, diretti dalla dottoressa Birgit Delisle: questi gli strumenti a disposizione degli utenti malati d’amore. Che sono soprattutto ragazzine, ma anche maschi, tra i 12 e i 18 anni.
GRAN BRETAGNA All’Università di Yale si terranno lezioni a luci rosse. Nel college dove hanno studiato grandi personalità è stata inaugurata la settimana del sesso. La sex week serve per parlare di sesso e sessualità in modo serio e schietto. Così negli antichi corridoi del College di Yale si possono sentire studenti e esperti chiacchierare di vibratori e omosessualità. E si può assistere a sfilate di lingerie e lezioni pratiche di strip tease. L’iniziativa non è piaciuta a tutti. Ma il sesso al college non si ferma qui. Il prestigioso giornale del campus riserva infatti una colonna all’argomento. E anche altre università statunitensi, invidiose del successo della sex week, si sono attrezzate di conseguenza.
WORLD BOOK CAPITAL
23 Aprile 2006 ore 19.00
in collaborazione con
Laboratorio MILLA
di “Scritture Letterarie per le Scene dello Spettacolo” del Dams
dell’Università di Roma di “Tor Vergata”
Accademia del Dubbio
CONTAMINAZIONI libreria
presenta
Poeti e attori in scena in
CONTAMINAZIONI PER VOCI E VERSI
Partecipano
Fortuna Della Porta, Elena Falgheri, Assunta Finiguerra, Vincenzo Luciani,
Monica Maggi, Vincenzo Mascolo, Goffredo Muratgia, Gabriele Pepe, Vanni Schiavoni, Achille Serrao
con l’intervento di Rino Caputo
docente di Letteratura Italiana nel Dams
della Facoltà di Lettere dell’Università di Roma “Tor Vergata”
al Sax Anita Rizzi
Scenografie Roberto Di Costanzo
Regia Alessia Pomposelli
Ingresso libero
CONTAMINAZIONI ENOLIBRERIA – Largo Riccardo Monaco, 6 – Roma
Info: 06 72670574 libreria@contaminazioni.net

nel suo Zoo d’ipocrisia
di ALESSANDRA BIANCO
Scritto nel silenzio, guardando attraverso sbarre di pioggia, ascoltando l’urlo soffocato di un dolore intimo che coinvolge e sconvolge ogni cosa. Così l’ultimo libro della scrittrice di Riccione scuote le coscienze ed incatena il lettore alle pagine, verso una fine di orrore
Una madre che non conosce mezze misure, “incridibilmente seducente” che “canta a squarciagola, euforica come un’ubriaca”, e capace nel giro di poche ore di cancellare “tutto diventando un pugno nello stomaco” domata solo da “uno splendido egoismo”.
Un padre gentile, debole, “senza realtà” che vive costantemente sotto il giogo dell’umiliazione con un sogno: esporre e vendere i suoi disegni.
Una figlia quindicenne, magra, che non si sente bella, “passata dall’infanzia a qualcos’altro”, per cui il padre è e resterà l’unico uomo della sua vita, con una mancanza patologica: l’amore.
Una famiglia in cui “non c’era mai una felicità che durasse, restava l’istante di un gesto, uno sguardo, finiva subito”. Una trappola costruita a regola d’arte per i suoi unici due animali, dove le visite concesse sono quelle di una madre-moglie, “visitatore che molesta le bestie con il manico dell’ombrello, che le deride, che non le rispetta”.
E’ questo lo “zoo silenzioso, semideserto” di Isabella Santacroce. E’ questo lo spazio limitato da sbarre silenziose in cui lei ambienta la tragedia: cruda, orribile, senza nessuna tregua. Grondante di sangue e di dolore al punto da sembrare falsa, costruita, uno splatter.
Per allestire il suo Zoo (Fazi Editore, pagg. 125, ¤ 12,50, 2006) la scrittrice romagnola attraversa l’inferno e diventa lei stessa, come la sua protagonista: un angelo decaduto, demone per necessità, carnefice per sopravvivenza, di chi le ha dato la vita. L’arma della ribellione è una scrittura estrema, senza limiti, in cui non sono ammessi sconti di pietà, in cui l’unica simmetria è quella delle sbarre delle gabbie. Un lungo disperato urlo di dolore che si alza dalle pagine e cade nel vuoto. Una richiesta disperata d’amore senza risposta che diventa la mano che impugna la penna e lo scettro della follia.
Per la prima volta un suo libro ha una trama ben definita e nasce da una storia vera che le è stata narrata. Cosa l'ha convinta a questo tipo di scelta letteraria apparentemente così lontana dalle sue passate produzioni?
“Non è così, anche in Zoo punto una luce forte sulle zone scure dell'esistenza, racconto ciò che si vorrebbe nascondere, ciò di cui ci si vergogna. Dal primo libro fino a questo io illumino il buio, lo rendo visibile”.
In Zoo sferra un attacco violento contro la famiglia. Crede che questo disfacimento della prima cellula della società corrisponda alla morte dei valori e ad una disgregazione generica del mondo di oggi?
“Credo che ora più che mai si abbia bisogno di avere una famiglia, importante da sempre, ora ancora di più. In questo smarrimento che stiamo vivendo, la necessità di saperci dentro qualcosa di giusto, dove l'amore e il rispetto non mancano, dove ci si ascolta, dove qualcuno sa qualcosa di noi, di chi siamo, di cosa abbiamo bisogno, di cosa ci serve per non perderci dentro questa vita immancabilmente difficile. Famiglia come protezione, come punto di riferimento,rifugio, tregua, calma. Questo non succede, si è quasi sempre degli sconosciuti in famiglia, si ignora, non si pensa, non si cerca l'altro, ci si dimentica. Zoo vuole fare riflettere, chiede ai genitori e ai figli di fermarsi. Tutto corre così veloce, e noi corriamo cercando di competere con questa velocità, allontanandoci così da ciò che è veramente necessario, l'amore di chi ci ha creato, l'amore di chi abbiamo scelto di mettere al mondo. Il disfacimento è causato dalla noncuranza”.
Nel libro c'è una totale spersonalizzazione dei protagonisti. Non vengono mai chiamati per nome, ma solo descritti nella loro miseria umana. Lei non salva nessuno, anche la vittima diviene a sua volta carnefice. Perchè questa scelta così cruenta? Perchè questo palco eretto unicamente per il dolore, il cinismo, l'assenza?
“Perché questa è la verità, le bugie non mi piacciono. Non è una scelta, è solo raccontare ciò che è successo, totalmente, senza nascondere nulla, senza cercare ciò che non c'è. Sono stanca di menzogne, di ipocrisia, dell'affannarsi in cerca del lato positivo, della speranza. Zoo è un libro di rivolta, non di cretinate”.
Perchè questa scelta di presentare il libro con un look così smaccatamente fetish e che ammicca al mondo sadomaso? Crede che il libro, di per sè una buona prova di scrittura, non sia in grado di promozionarsi con la sola forza della sua potenza espressiva senza dover necessariamente fare ricorso ad un'immagine d'impatto della sua autrice?
“E' una questione d identità e non di immagine. Non avrebbe senso per me apparire diversamente, sarei forse più credibile ma sicuramente meno sincera. Per me la scrittura è rivolta e io sono una che lotta con in faccia una maschera. Il mio non è un look sadomaso, ho abiti con i fiocchi ottocenteschi e una maschera, sono la mia armatura, così difendo il mio coraggio”.
Ha dichiarato che Zoo è nato nel silenzio, senza una colonna sonora che in qualche modo potesse coprire le grida di dolore dei protagonisti. Nonostante questa immersione totale nella storia crede di essere riuscita a mantenere un distacco sufficiente dalla narrazione? Quanto nelle gabbie dei protagonisti è presente Isabella Santacroce?
“Non cerco il distacco, mai, io mi butto addosso alla storia, è un corpo a corpo per me la scrittura, è un accoppiamento feroce. Ci sono sempre dentro i miei libri, racconto solo ciò che conosco, che ho vissuto, nel caso di Zoo ascoltato. Io sono diventata quella figlia scrivendolo, non potevo rimanere un'estranea, cercare un distacco, il distacco non fa per me, lo lascio ai passanti”.
Isabella Santacroce e Gianna Nannini. Due donne molto diverse che sono riuscite a trovare un punto d'incontro. Com'è stata questa esperienza che la vede per la seconda volta collaborare in modo massiccio ai testi dell'ultimo album della rockeuse senese? E crede che in futuro la Nannini potrebbe partecipare a qualcosa scritto da lei?
“Mi piace scrivere per Gianna, proprio perché siamo così diverse, io ho ciò che a lei manca e viceversa. Scrivere testi è per me un esercizio importante, mettere parole dentro la musica, inserirle in piccoli spazi decisi dalla metrica. Ho sempre scritto sulla musica, con lei è diverso, un gioco complicato ma bello, dove è la musica a scegliere le parole, ogni loro singola lettera. Gianna leggerà alcune pagine di Zoo al festival delle letterature di Roma, così entra in quello che faccio, con la sua voce, e io entro nel suo lavoro con le mie parole”.
dal quotidiano Barisera del 16/04/2006

Dal 18 aprile 2006
al 2 luglio 2006
Valentina non esisteva ancora e Guido Crepax lavorava per “Novella”,
la più popolare e fortunata rivista della Rizzoli, destinata a diventare il
settimanale al femminile di narrativa e attualità più letto negli anni
Sessanta.
La Galleria Spazio Mazzotta riscopre più di 60 disegni di quell’epoca, tra
il 1960 e il ’65, che illustrano racconti e rubriche pubblicate su quelle
pagine, come Il buio alle spalle di Brunella Gasperini.
Si tratta di pezzi unici, in bianco e nero e a colori, a volte completati da
inserti a collage.

------------------------------------------
PianoCortissimo è il primo podcast nato in Calabria dedicato esclusivamente
all'arte e agli artisti della nostra regione, o soltanto in transito sulla
nostra terra...
Pensiamo che il momento culturale e artisico che stiamo vivendo, da un punto
di vista nazionale, sia assolutamente di un livello bassissimo...
Da qui nasce la voglia di rendere utile il nostro essere ingegneri
informatici, amanti dell'arte, nel campo della comunicazione artistica.
Abbiamo mosso i primi passi l'estate scorsa, aprendo una bellissima
collaborazione con il RoxyTeam, diventando megafono in Calabria delle
iniziative di Red Ronnie, che per noi rappresenta un buon modo di comunicare
l'arte...
Abbiamo cominciato a registrare puntate audio e audio-video parlando con
artisti che si occupano di Musica, Teatro e Arti visive, raggiungendo
qualche giorno fa la 50esima puntata negli studi di RLB, con Eliseno
Sposato, dove insieme abbiamo parlato di podcasting in Calabria...
Tutto rigorosamente gratuito: per gli artisti e per chi ascolta...
Consultare il nostro lavoro di podcasting è possibile all'indirizzo:
http://www.mobilestudio.it/pianocortissimo
Commentare i nostri incontri è possibile invece iscrivendosi alla neonata
Community legata al podcast PianoCortissimo:
http://www.mscommunity.org
Cerchiamo di essere sempre di più a parlare di arte e di cultura: io penso
che solo parlandone sempre di più, scambiandoci le conoscenze, comunicando a
chi non sa, e mi riferisco soprattutto a più giovani, potremo far rinascere
un gusto per l'arte che ora vedo agonizzare sotto i colpi dello spettacolo
di bassa lega, di luci, lustrini e gossip, che davvero niente hanno a che
fare con la comunicazione delle idee, delle emozioni, dei sentimenti...
Eraldo Corti

Dopo Helmut Newton, se n'è andato anche lui, nello stesso modo, a 55 anni.
E' diventato famoso nel mondo per le sue stampe irriverenti e brillanti, fatte di erotismo ambiguo, oggetti inanimati e corpi umani, macchine e corpi femminili. Ha realizzato diverse campagne fotografiche per pubblicità e marchi celebri. I suoi libri sono cult per gli appassionati di glamour fetish.