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WORDS - FOLLE DIARIO DI BORDO

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CHI SONO

Utente: Mounika
Nome: LaMonica www.monicamaggi.it
Giornalista, scrittrice, editor, docente universitaria. Curiosa delle storie di uomini e donne. Un po' folle.

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giugno 29 2006

Concorso letterario

La casa editrice Halley Editrice (www.halleyeditrice.it), all’interno del marchio Hacca ( www.hacca.it)  bandisce il concorso letterario gratuito “XXX – HOT SEXION: Storie di donne (NON) censurate”, dedicato esclusivamente a racconti erotici scritti da donne che presentino come elemento “l’eros”, nei suoi molteplici aspetti: realmente vissuti, pensati, immaginati.

Ogni autrice esordiente o affermata può partecipare inviando un solo racconto, lungo minimo 5000 battute (carattere Times New Roman, corpo 12, spazi inclusi), entro il mese di settembre dell’anno 2006. Con l’invio l’autrice dichiarerà implicitamente di essere proprietaria unica dei diritti dell’opera inviata.

Il testo, totalmente inedito (mai comparso su carta stampata, né sul web, pena l’esclusione dal concorso), dovrà essere inviato tramite posta elettronica all’indirizzo monica.maggi@email.it  specificando nell’oggetto dell’e-mail “racconto per BANDO DI CONCORSO PER ANTOLOGIA EROTICA”. La spedizione dovrà avvenire come allegato, in formato .doc (Microsoft Word).

Come allegato dovranno essere spedite anche le generalità dell’autrice (nome, cognome, telefono, indirizzo e-mail e indirizzo postale); questo allegato dovrà contenere anche il titolo del racconto inviato.

La giornalista e scrittrice Monica Maggi (L’Espresso, Grazia, News, ecc.) valuterà i testi in modo anonimo anche, se necessario, con l’ausilio di un’apposita giuria.

L’ operato sarà comunque insindacabile. I vincitori saranno contattati tramite e-mail.

I racconti selezionati, il cui numero potrà variare in base alla qualità dei testi pervenuti, verranno pubblicati in una raccolta cartacea, edita dalla casa editrice Halley Editrice,  all’interno del marchio Hacca, che ne acquisirà i diritti dalle autrici in forma non limitativa da valere anche all’estero .

Le autrici che vedranno i loro racconti pubblicati in antologia non riceveranno alcun compenso economico. La casa editrice Halley, inoltre, si riserverà il diritto di non procedere alla pubblicazione dei racconti nel caso in cui la qualità delle opere pervenute non risultasse di ottima qualità.

Le concorrenti, con l’invio dei testi dovranno autorizzare in forma scritta il trattamento dei dati ai sensi della legge vigente sulla privacy.

La partecipazione implica l’accettazione totale del bando. Qualunque violazione del regolamento sarà penalizzata con l’esclusione dal concorso.

Per qualsiasi informazione scrivere all’indirizzo di posta elettronica: monica.maggi@email.it

 


postato da: Mounika alle ore 29/06/2006 17:00 | link | commenti (1)
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giugno 28 2006

SCALA MOBILE

Ho un marito. Un marito e due amanti, che si chiamano nello stesso modo. Due femmine un po’ bastarde e inquiete. Lei mi raccontava queste cose, mentre svettavamo dalla scala mobile, scendendo nella fermata Ostiense. Due amanti, un marito, un cane, un gatto, una casa. Io mentalmente sommavo. Alla fine la cifra era di sei. Con lei sette: un numero perfetto. L’ascoltavo paziente e timorosa. Magari lo avrebbe urlato, dalla scala mobile che ci appoggiava giù. Allora era meglio ascoltarla. Sai come sono fatte queste persone, che le incontri per caso, cedi il passo per essere gentile o per non essere travolta, fai un sorriso, e ti ritrovi con il racconto della loro vita. Basta un sorriso, forse perché in questa città tutto va così rombando e correndo, che a volte ti pesti i piedi e ti mandi a quel paese, e invece se ti incontrassi ad una festa ti faresti i salamelecchi.

Un marito e due amanti, e io mentre lei diceva così le guardavo i capelli neri corti corti, gli orecchini a cerchio, e lo sguardo mi scivolò sulla bocca. Feci appena in tempo, perchè eravamo arrivate alla fine della scala mobile. Con un saltino di traverso scesi, e lei accanto a me. Mi chiedevo cosa le avesse ispirato questa confessione. Io non avevo chiesto niente, solo un prego per farla salire prima sulla scala mobile così stretta. Me lo hanno insegnato da piccola a cedere il passo alle persone più grandi, e lei doveva avere una cinquantina d’anni, e poi portava una busta del supermercato molto piena. Era stanca, e da lì era iniziato il racconto. Sono stanca, che giornata, sa.. ho un marito e due amanti.

Quanto dura la discesa di una scala mobile? C’ho provato a contarlo il tempo. Dipende. Quella di piazza di Spagna è lunga lunga e stretta, e anche via Barberini. A piazzale Flaminio ci sono meno scalini, si sbuca in un attimo, mentre a Termini avrebbe potuto raccontarmi anche la vita dei nonni, prima di uscire in superficie. Appena scesa mi girai ancora per trovare un ritaglio di marciapiede all’ombra, e lei mi seguì. Dopo la rivelazione a bomba, stette zitta un po’. Appoggiò la busta della spesa, e io non resistetti. Ci guardai dentro. Volevo vedere che spesa faceva una che aveva un marito e due amanti donne. Due buste di pasta corta, una bottiglia di pomodori pelati, banane (il mio pensiero malizioso saettò in un attimo, e mi vergognai), caramelle toffee (pure golosa), pane. Spesa indispensabile, con tocco di vanità: le caramelle. La immaginai che riposava dopo l’amore (con chi?) e scartava pigramente caramelle toffee. Feci un mezzo sorriso. Mi girai verso la direzione da cui doveva arrivare la metro. Ero un po’ impaziente, ma anche curiosa. Mi spiazzava la mia reazione: nessuna morale, anzi, la guardavo bene in viso sui suoi dettagli per capire come potesse vivere una così. Che aveva un marito e due amanti donne. E’ una vita difficile, davvero, aggiunse come a scusarsi. Vabbè, pensai io, mica te l’ha prescritto il dottore. Ma subito dopo lei, come se mi avesse letto dentro, aggiunse lo so che nessuno mi ha imposto niente, solo che le giornate quando uno lavora sempre sono sempre le stesse. Loro sono i miei brividi. E allora dentro di me accadde qualcosa.

Non avevo ricevuto un’educazione rigida, ma neanche troppo lassista. Forse per la prole numerosa, che avevano fatto cinque gigli i miei genitori, e quindi tra loro c’era molto feeling, ma del sesso non si aveva paura. Ma non se ne parlava molto, né spesso. C’era però una certa morale, che escludeva queste situazioni: mai una donna sposata deve tradire il marito (ma il marito poteva farlo perché si sa, l’uomo è cacciatore); mai accettare la corte di un uomo sposato, che poi tanto non lascia la moglie; mai fare “cose strane”. Quando diceva “cose strane” mia madre si toccava sempre il lobo dell’orecchio destro, chissà perché. Lo toccava due o tre volte, lo faceva dondolare un po’ e strizzava gli occhi. Col tempo capii perché, visto che lo fece parlando del parrucchiere che aveva un amico giovane e bellissimo. Abbinai le due cose, tanto ormai avevo diciotto anni, e capii.

Guardai la signora coi capelli neri corti e la busta della spesa, la sua spalla mi arrivava al viso. Non mi parlava più, aspettava la metro con me e scrutava lontano. Mi si allargò il cuore che si inondò di tenerezza. Girai lo sguardo intorno a me, e vidi un’umanità stanca, sudata e dolente. Nella trasformazione del pensiero subito dopo trovai le due signore e le osservai come avrei fatto per un pranzo a base di pesce, o una gita al mare, o un gelato con panna e mirtilli. Una gioia, insomma. Poi mi voltai per dirle qualcosa, e non c’era più. Forse s’era spostata tra la folla sul marciapiede. La metro stava arrivando, e in questi casi ci si muove un po’ tutti, lentamente e con disordine, sovrapponendosi un poco.

Monica M.


postato da: Mounika alle ore 28/06/2006 13:31 | link | commenti (4)
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giugno 27 2006

Perchè amo tanto il fetish

Che venga presa come una confessione, o una rivelazione.

Che sia un auto da fè alla Elias Canetti, un mea culpa, o una sollevazione da peccato indotto, non importa.

Mi piace il fetish, e non ho detto che mi piace il fetish sessuale.

Mi piace il fetish corporeo, fisico, carnale, lucido, sudato, ambrato di umori, imperlato di saliva, ombreggiato di peluria, glabro e specchiato.

Mi piace il corpo ricoperto e mai il corpo troppo nudo.

Mi piace il vestirlo e l'addobbarlo, il colorarlo e l'inzaccherarlo, il macchiarlo e il ripulirlo, il foderarlo e il legarlo.

Perchè il corpo è la più bella opera d'arte che abbiamo, e la più dimenticata. Chi la omaggia e la adora, chi si inchina di fronte al nostro corpo è un esteta.

L'anima è il fiocco su questo meraviglioso cadeaux.

M.

 

le foto sono di Martin Perreault

http://www.martinperreault.com/


postato da: Mounika alle ore 27/06/2006 13:50 | link | commenti (1)
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giugno 20 2006




ITALIA

In periodi di mondiale è normale che il calcio invada ogni aspetto della nostra vita. E così dopo esser entrato prepotentemente nei nostri supermercati con gadget vari e confezioni “mondiali” per Germania 2006, adesso il calcio cerca un suo spazio anche nel mondo del sesso. La Durex ha inventato i primi preservativi per il vero tifoso italiano. Si chiamano “Italian Supporter” e, oltre ad avere una confezione tinta dei colori del mondiale, il preservativo ricorda a tutti che la nostra nazionale è impegnata nei mondiali: i preservativi sono tinti d’azzurro. Sul sito della casa produttrice, c’è la spiegazione di questa particolare iniziativa: “per farti sentire un vero tifoso in ogni situazione” e “per creare coinvolgimento e feeling nei momenti più caldi della partita. Non è un caso se i preservativi contenuti nella scatola sono 11: è lo stesso numero dei giocatori di una squadra di calcio.

 

GIAPPONE

L’oggetto si chiama Men’s som e non costa neanche tanto poco: circa 246,60 euro. Riproduce fedelmente le sembianze e le dimensioni di un pugno umano, con tanto di movimento dal basso verso l’alto e viceversa: in una parola, Men’s Som è il surrogato e l’aiuto meccanico per il sesso solitario maschile. Per uomini pigri o con le mani impegnate in altre attività, la macchina in questione può anche avere altri utilizzi, non necessariamente legati al sesso. Ad esempio si può utilizzare come agita bibita, o anche per shakerare i drink.

AUSTRALIA

L’avvertimento arriva dall’Australia. Le case di piacere possono essere costruite e possono rimanere aperte al pubblico. Con un’unica eccezione però. Non devono sorgere vicino ad un cimitero. Più precisamente la sede di una casa per appuntamenti non deve trovarsi a meno di 200 metri dai cimiteri. La richiesta è stata fatta sindaco di Ipswich, nel Queensland (Sydney). Il motivo? Paul Pisasale , sindaco di Ipswich ha così commentato alla radio Australian Broadcasting Corp. la decisione di applicare questa regola per i bordelli che verranno costruiti in futuro: “totalmente incompatibile. C’è un posto per i bordelli e un posto per i cimiteri e non crediamo che le due cose vadano mischiate”. Il piano rientra nella campagna lanciata dalla Urban Local Government Association.

 locandina


postato da: Mounika alle ore 20/06/2006 22:34 | link | commenti (2)
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giugno 16 2006


postato da: Mounika alle ore 16/06/2006 12:51 | link | commenti (1)
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UN MITO TUTTO ITALIANO

Inossidabile Jessica: da oltre vent’anni riempie i sogni degli italiani, la nostra Jessica Rizzo. I sogni, l’immaginario e le sale dei privè e dei locali, non appena il suono nome viene pronunciato. Jessica Rizzo (l’età non si dice), di professione porno star, marchigiana, da sempre in coppia (privata e professionale) con il marito Marco, è l’ideatrice e la proprietaria del primo privè italiano, l’Atlantis, che è anche il più grande d’Europa.

Non ha solo “costruito” un privè, la nostra Jessica. Ne ha fatto un simbolo, un’idea, una filosofia di vita. Come è lei, del resto. Italiana d.o.c., Jessica però non disdegna il profumo dell’Oriente. “Spesso, nei miei film, attingo alle musiche orientali. Mi piace la danza del ventre, la trovo sensuale ed eccitante. Se potessi usare musica e ambientazione orientale nella mia vita privata, lo farei. Anzi, prima o poi mi iscrivo a qualche corso di danza del ventre”.

Sensuale, femmina, avvolgente: Jessica è tutto questo, ma non sottomessa. “Pur accettando l’idea di più rapporti, non sono per la poligamia. Avere più mogli, per un uomo, significa rendere la donna sottomessa. Non mi piace l’idea. Io sono per la libertà sessuale, che deve essere la stessa per entrambi: uomo e donna”. E’ anche all’antica, per certi versi, la nostra Jessica.

“Se si decide di essere fedeli, va bene. E’ bellissimo. Ma credo che certe decisioni debbano essere prese in maniera paritaria, e non imposta”.

Che le piaccia l’Oriente, lo dice il nome dell’ultima creatura di casa Rizzo. Si chiama Il Tempio, ed è una nicchia elegante, raffinata, esclusiva e molto riservata della trasgressione. “Diversamente dall’Atlantis –spiega Jessica- Il Tempio è piccolo, soft, riservato. Sono 300 metri quadri, un’ampiezza simile ad un grande appartamento, dove le coppie e i singoli possono incontrarsi, parlare, conoscersi, e altro ancora. Musica soft, luci soffuse, ambientazione orientaleggiante, atmosfera calda e pacata”.

Il marketing di Jessica Rizzo continua: film, produzioni, e forse anche una biografia. “Beh, ormai mi manca solo questo. Credo di aver raccolto tante storie, tanti ritratti umani, tante esperienze da poter raccontare una storia, magari dell’Italia a tinte forti”. Jessica Rizzo è anche produzione film, ma ancora spettacoli. “Sono la mia vera passione, il mio divertimento assoluto. Mi piace mostrare alla gente quanto piacere provo a fare certi giochi. Il mio godimento è autentico, e forse per questo i miei locali e i miei spettacoli sono sempre affollati. Perché sono autentica”. Autentica e autenticamente goduriosa, mediterranea, vera e trasgressiva. Tutta italiana. “Aprire un privè in Oriente? Perché no. Una volta c’erano gli harem, ora con la parità e l’emancipazione, il diritto al piacere diventa di entrambi i sessi. Ma credo che non avrei vita facile”. Meglio che la nostra Jessica nazionale resti qui, a tenere in alto il vessillo della sessualità made in Italy. Intramontabile Jessica.


postato da: Mounika alle ore 16/06/2006 10:35 | link | commenti (4)
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giugno 7 2006

sisisi, oggi mi sento FETISH

 


postato da: Mounika alle ore 07/06/2006 14:33 | link | commenti (7)
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OTTAVA EDIZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL'ORGASMO: ADERIAMO!!


postato da: Mounika alle ore 07/06/2006 14:15 | link | commenti (2)
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giugno 3 2006

..Orologio-Locandina-definiti

postato da: Mounika alle ore 03/06/2006 10:42 | link | commenti (1)
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