Sono caduto sul Natale o almeno così dice la zia Maria. Le prime lacrime all’alba e Gesù era già nato. Bambino da sempre, ogni anno ritorna e neanche va a scuola. Ricomincia da capo, sfuggito ad ogni vecchiezza. Lo guardo sui miei pantaloni, mi misuro l’altezza, le parole imparate, il ridere e i giochi, noi due nati del 25 dicembre, gemelli di un’unica stella.
“Quest’anno ho imparato a leggere.” Vicino alla stalla gli dico le lettere, le scrivo, ripasso sui numeri, perché anche lui come me segua il medesimo passo, che nessuno gli insegna e nessuno lo tocca. A volte lo poggio sui quaderni:” Guarda questo è un cane e questo è un gatto.” Mi ascolta e impara, non devo interrogarlo, ricorda da sempre e sorride.
“Marco dove sei?”
“Eccomi mamma.”
Oggi è il giorno delle tovaglie, seguiranno i piatti e i bicchieri. La mamma controlla i colori, l’ordine, i pezzi, un buon generale che passa in rassegna ogni sua forza. S’aprono armadi, ante, cassetti, un giro di valzer per ogni nuovo arrivato, il centrotavola, il vaso rosso e l’angelo d’oro. S’aspettano idee, buoni pensieri, la pace nel mondo e il buongiorno al mattino, un rito che stanca, occupa, esplora e ricorda la luce. Fu primo Dio, fra gli elettricisti, a creare un impianto che santi e poeti aggiustano sempre.
“Marco conta quanti angeli abbiamo?”
Il “conta angeli” è il mestiere che mi piace di più. Vorrei farlo anche da grande.
“La lista degli invitati! Dov’è la brocca di cristallo? Marco chiama papà”
Papà fa la fila ai negozi, pazienta le spinte, i ritardi, le storie, pensa e crea per ognuno un regalo sul cuore.
Ripasso per la stalla.
“Ti dico chi viene quest’anno. La zia Maria, la nonna e il nonno, Giacomo, Alessandra…”
Glieli nomino tutti i moderni pastori, le genti da sempre che alla tua paglia portano i bagagli del cuore.
“Marco accompagnami a comprare la stella.”
La mamma è il mio vento, quel fresco che passa e ripassa in più direzioni, sbaglia negozio, perde le chiavi, si litiga un salmone, impala un vigile, e prosegue vincente tra la folla in vetrina che sventola pacchi, pellicce e incertezze, così illuminata che ormai è sempre giorno, si compete col cielo a tutte le ore.
Sarà così per giorni, una marea sempre crescente, scompariranno i marciapiedi, le macchine ferme, preghiere di clacson e città di campane, sulla resina fresca di abeti tagliati che mai più toccheranno la terra.
C’è un signore davanti alla chiesa che dorme solo ogni notte, pastore dimenticato che nessuno metterà nel presepe.
Torno da te.
“Guarda, ti ho comprato tre pecore nuove e anche il portatore d’acqua.”
A scuola mi fanno scrivere una lettera per te, non sanno che ci conosciamo. Ti chiedono pace e cibo per tutti, un augurio alla Terra che da altri pianeti sembra proprio un presepe, con le lucine, l’andare e il venire, l’attesa del nato, il nuovo, il domani, il vecchio in preghiera, rumore di guerre che sembrano passi e dolori silenti di cui ognuno è padrone.
Se ne vanno così gli uomini alla vita, metalli e materia che sempre trasforma, pastori, veggenti, madonne e soldati, presepi d’assalto e prove di bontà.
“Lo sai che domani è Natale?”
Te lo chiedo perché all’ultima lezione di storia non hai risposto ignorando le date. “Ed è anche il mio compleanno.”
S’aprirà la porta, spartiacque di amore e solitudini, e io e te saremo i protagonisti, per un giorno nelle carezze e nel riso, bambini per sempre, perché si nasce così, e anche dopo nel gioco delle rughe, sentirò la mancanza di un bacio, i troppi silenzi, l’abbandono alla terra e aspetterò ogni istante Natale, negli occhi di chi regge le grida del mondo, bagnati nell’ombra dei molti, levati in volo come angeli nudi.
Alessandra Corsini
Triste…
Il mio cammino nel`ombra del mattino…
La mia gatta vive
In una casa tutta sua
con le sue zampe morbide
sopra i suoi tappeti umidi e caldi…
Lei cerca la primavera tutto l`anno
ma é l`autunno la sua stagione preferita
Ride, con il suo naso sempre umido
e con la sua aspra lingua
leccandomi la pelle
mi chiama ogni tanto
per dirmi che
anch`io posso innamorarmi di nuovo…
Cammino
Verso la liberta…
E l`amore
Mi porta dietro
Le ali…
La spiaggia in autunno
Vai..
Con una maglietta sulle spalle
Ancora sopra la testa un sole dubbioso
che scuote freddamente
Cammini in riva al mare
e ti sembra che le onde (non cosi forti come nei giorni piu atroci d`estate)
facciano finta di parlarti
E tu ti senti compiaciuto
Pensi che loro ce l` hanno con te…
Infatti
Cosi con piccole onde sulla superfice ingannano
mormorano in profondita la tempesta
che tu appena lo senti con le punte delle dita,
con la sete del corpo ancora abbronzato dal sole
cercano una cosa ormai svanita
Come noi, senza lacrime e senza risentimento
Osserviamo l’allontanarsi d`un amore destinato a spegnersi
Prima di cominciare
Cosi
Ha voluto il destino
Cosi é, cosi fu…
ITALIA
Agli italiani piace farlo, e soprattutto di mattina. E´ quanto emerge
da una ricerca del Centro Artes di Torino, http://www.centroartes.com/
specializzato in studi sulla fertilità maschile e femminile. Il sesso
è fondamentale per il 56% del totale, molto importante per il 27% e
solo il 2% non ci pensa mai. Il 31% degli uomini italiani e il 21%
delle donne dichiara che al mattino, con il corpo rilassato e la mente
leggermente annebbiata, la voglia di sesso è più prepotente. La notte?
Va bene solo per il 20% delle donne e (sorpresa) per il 14% degli
uomini. Causa: stanchezza e stress(34% uomini, 21% donne). Sempre di
mattina, dicono gli esperti del centro, è più facile concepire: il
momento migliore è tra le 6.30 e le 7.
USA
Usare troppo il cellulare può compromettere la qualità del liquido
seminale. Da una ricerca condotta dalla Cleveland Clinic Foundation e
presentata alla American Society for reproductive Medicine di New
Orleans http://www.asrm.org , emerge che stare al telefono cellulare dalle quattro alle sei ore al giorno può essere molto pericoloso per la fertilità maschile. Analizzando la quantità di spermatozoi contenuti nel liquido seminale di 364 pazienti, sottoposti a ricerche sulla fertilità insieme ai
rispettivi partner in un centro specializzato di Mumbai (India) si è
constatato che lo sperma dei soggetti "grandi parlatori" (4-6 ore al
giorno di conversazione) conteneva 50 milioni di spermatozoi per
millilitro, contro i 69 milioni di chi sta al cellulare dalle 2 alle 4
ore al giorno. Vita serena per chi non accende il telefonino: 86 sono
i milioni di spermatozoi per millilitro vivi e in ottima forma.
COREA
Un'esplosione di sesso. E' la risposta al test nucleare della
Corea del Nord: si impennano le vendite dei preservativi ed è tutto
esaurito nei 'motel dell'amore' http://www.usatoday.com La media dei condom acquistati è cresciuta notevolmente dopo il 9 ottobre, data dell'esperimento atomico di Pyongyang: da 1.508 al giorno a 1.930 nella settimana successiva al test, per poi attestarsi a 1.772. E considerato che il sesso è, a detta degli esperti, una delle 10 regole per star bene nel corpo e nell’anima, i due fenomeni sembrano strettamente collegati. Inoltre le camere dei love hotel (molto diffuse, vista anche la densità abitativa della Corea del Sud e la consuetudine di vivere in famiglie allargate che riducono la privacy) sono praticamente introvabili. "Il sesso riduce lo stress", commenta il presidente dell'Istituto coreano per l'educazione sessuale.
questo e altro su GRAZIA - SESSO PLANETARIO
Sabato 2 dicembre, ore 18.00
Antonella Lattanzi presenta
Leggende e Racconti Popolari della Puglia
streghe, Templari, angeli, fate e demoni nella ricca eredità della tradizione orale
Relatrice: Gilda Camero, giornalista
Lettura di brani del libro: Angela Lattanzi, attrice
Sarà presente l’autrice
Sabato 2 dicembre 2006
Ore 18.00
Libreria Rinascita
Viale Agosta, 36 (tra via Prenestina e Via Anagni, vicino Via Federico Delpino e Via Tor de’ Schiavi)
il libro: È vero che Federico II, il puer Apuliae, era un Templare? E se questo è vero, Castel Del Monte era, come dicono, la Magna Sede dei Templari? È vero che San Michele Arcangelo, lo Sterminatore Celeste protettore del Gargano, è la nemesi del demoniaco Calcante, il quale aveva il suo oracolo proprio all’interno della stessa grotta di Castel S. Angelo ora dedicata a San Michele? È vero che la Guglia Orsini è stata costruita in una sola notte, e per di più dal diavolo? È vero, inoltre, che, nella Chiesa dei diavoli di Marina Serra di Trifase, una strega, tale Bianca, stipulò un sanguinario patto con il diavolo, e che dalle viscere della Chiesa Nuova si sentono ancora oggi provenire urla terrificanti, perché quello è un luogo maledetto? È sempre possibile razionalizzare l’irrazionalizzabile, sfatare il mito, la leggenda, il racconto. Tramortire, mai assassinare, l’alone magico che gravita intorno alla mitologia. Tutto è possibile e, allora, la verità potrebbe essere quella delle leggende. E cioè che siano stati gli dèi a creare il mondo, che diavoli e angeli affollino ancora le immensità degli spazi aperti, che le fate esistano. Che il popolo, per secoli, non abbia inventato, ma solo testimoniato. È, questa, la sola eredità dei nostri avi, l’eredità del pensiero, della storia della gente. In questo libro l’autrice ha mescolato il vero al falso, collocando le leggende all’interno della Storia, per sperimentare un’esperienza totale, nella quale il mito trovi ubicazione in mezzo a date e personaggi veri. Sono storie quelle che ci racconta. Sono leggende non perché non sono accadute. Si chiamano leggende solo perché non si sa se siano accadute o meno.
Insieme all’autrice, sabato 2 dicembre, alle ore 18.00, presenteranno il libro la giornalista Gilda Camero e l’attrice Angela Lattanzi. La presentazione, che, mediante una serie di domande mirate, illustrerà temi e contenuti dell’opera, sia dal punto di vista storicistico che da quello fabulistico, sarà accompagnata dalla lettura, da parte di Angela Lattanzi, di alcuni dei racconti che compongono il libro. L’autrice, nel libro come nel corso della presentazione, non si limita infatti a raccontare quelle che sono le leggende e i miti pugliesi, ma si impegna a collocarli in un contesto storico-sociologico, indagandone la genesi e l’impatto sull’Italia di oggi, ma non tralasciando di raccontare miti, leggende e fiabe con un tono estremamente godibile. Attraverso questo sguardo antropologico, i miti perdono la loro collocazione regionale, e indagano, su piani plurimi, la realtà, la storia, il mito, l’immaginazione, il folklore, la cultura, i costumi europei e, in taluni casi, anche orientali. Il testo acquista maggior valore in quanto corredato di splendide fotografie, “fotografie-poesie”, come le definisce l’autrice, scattate appositamente per il saggio in questione dal fotografo Nino Lattanzi.
Per informazioni:
Ufficio Stampa Newton&Compton: Tel: 06/65002553
Antonella Lattanzi: maeouzo@yahoo.it