LietoColle in Albania
con
Monica Maggi e Luljeta Lleshanaku
a
POETEKA
Festival Internazionale di Poesia
3° edizione
TRA ALBANIA E ITALIA PACE FATTA CON LA POESIA
Saranno due poetesse a riallacciare i rapporti sociali tra Albania e Italia, spesso incrinati dalle forti ondate immigratorie del popolo albanese. Monica Maggi, giornalista italiana (L’Espresso, Grazia, Linus) e Luljeta Lleshanaku, poetessa albanese, si incontreranno a POETEKA, terza edizione del festival Internazionale di Poesia che si terrà a Durazzo dal 30 aprile al 5 maggio prossimi, per leggere versi di poesia al femminile.
Sotto l’egida della poesia saranno le due donne, entrambe poetesse per la LietoColle di Como, a realizzare un sogno che potrebbe essere lo slogan del Terzo Millennio: fate l’amore in poesia e non fate la guerra. Monica Maggi, rappresentante per l’Italia (uno dei 21 Paesi ospiti) dopo Edoardo Sanguineti (2006) e Maria Luisa Spaziani (2005) leggerà versi dal suo ultimo libro di poesie erotiche CALCO, pubblicato dopo il precedente successo editoriale di LA MIA PELLE E’ UN CIFRARIO (2002, nove edizioni).
Luljeta Lleshanaku ne farà la traduzione e leggerà i suoi versi da ANTIPASTORALE (LietoColle 2006 in lingua italiana e in albanese). Poesia di grande impegno e intensità in cui il tema dominante resta comunque l’amore, una poesia vitale capace di elaborare una vera e propria grammatica amorosa.
Monica Maggi (Roma, 1958), giornalista, scrittrice, autrice teatrale e televisiva. Ha collaborato dal 1998 al 2004 per Il Messaggero di Roma. Oggi lavora per L’Espresso, Grazia, Linus, Bella. Ha pubblicato “La mia pelle è un cifrario” (2002 - Lietocolle), e ha curato “Ti bacio in bocca”, antologia di poesia femminile dedicata all’eros (2004 – Lietocolle). Da quattro anni, come Docente a contratto, conduce un laboratorio di giornalismo presso l’Università Roma Tre, (Scienze Politiche – Sociologia della Comunicazione). E’ curatrice di “FILO ROSSO D’EROS”, taccuini di racconti erotici edito prossimamente dalla Lietocolle (collana Deltadivenere).
Lluljeta Lleshanaku è nata nel 1968 ad Elbasan in Albania. Imparentata con famiglie di oppositori politici, al termine della scuola superiore le venne negato il diritto di proseguire gli studi universitari. Soltanto con il crollo del comunismo e dopo aver lavorato qualche anno da operaia, L. Lleshanaku, poté iscriversi e laurearsi alla Facoltà di Lingua e letteratura albanese presso l’Università di Tirana. Oggi lavora come giornalista ed esperta di comunicazione in vari progetti. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di versi Sytë e somnambulës (Occhi di sonnambula, Tirana ), seguita nel 1994 da Këmbanat e së djelës (Le campane della domenica, ivi), nel 1996 da Gjysëmkubizëm (Semicubismo, ivi) e infine nel 1999 da Antipastorale (Antipastorale, ivi).
La presentazione dell’incontro è affidata ad Alessandra Corsini, scrittrice.
Info: www.monicamaggi.it www.monicamaggi.splinder.com www.poeteka.org www.lietocolle.com
347-7618417
Calco, di Monica Maggi, LietoColle (Como, 2007), pag. 52, euro 10.00.
(Quotidiano della Basilicata, 22 aprile 2007 – pagina 8)
La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle. Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura erotica e arte. La nuova silloge è la naturale prosecuzione, se davvero si può così dire in ogni caso per una raccolta di poesie e se questo davvero “basta” a un opera compatta come questa nuova creatura nata dalla LietoColle, del volume La mia pelle è un cifrario; dove già i connotati della scrittura corporea e ‘intima’ della Maggi si facevano atti reali. “Calco” è ancora toccare la propria pelle per sentire quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa – divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano. Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non incontrare l’ovvio. Partendo, sempre, da “La solitudine / che si fa verso / gli altri che si fanno parole.” Come appunto recita una delle chiuse che più artigliano. L’eros che è tutta la vita di questa autrice sta in ogni virgola. L’eros (la passione) affronta ogni corda della giornata, è in faccia e nel Corpo dell’uomo accanto. Mai in disparte. Il testo è veramente impreziosito dalle realizzazioni grafiche di Luciana Massarenti, nelle quali il cammino sensuale di una donna è portato a livello di opera d’arte. E le immagini si impastano ai componimenti. Il sogno di Monica Maggi è di “invecchiare scrivendo e amando molto”. Dal suo sogno si può facilmente comprendere quanto il peso dei versi di Calco sia un passaggio obbligato. La semplicità, pura, dei termini utilizzati per inventare è l’altro elemento caratterizzante della scrittura poetica della Maggi. Che viene fuori in tutto il pudico splendore quando sentiamo: “Nei giorni che piove / nel denso odore / di polvere / usciamo, amore / che ci ingoi la luce.” Per poi giungere nella terra della maturità, di “Ho quasi cinquant’anni. / La bellezza, se c’era / se n’è andata ironica / lasciando particelle odorose / spruzzate dovunque / la vita fu padrona di casa / inquieta e metodica./ Da lei trasloco / con sempre meno bagaglio.” Però nella valigia di questa autrice, se il fagotto non dice proprio tutto quello che deve, si ritrovano tutti quelli odori che senza tregua lei stessa gongola. Ma anche le stagioni fatte già. “Ti siedi sul letto / ti accovacci golosa / arrotondi gli occhi / mi ingoi attonita / lasci il tuo calco / profumato e caldo”, in queste battute è condensata tutta la verità di questo ultimo parto. Mentre la chiusa che è spudoratamente testimone del filo rosso della raccolta è questa: “L’andare e venire del corpo / è solo l’accompagnamento / del respiro, più dentro.” Questa terzina parla dell’eros, del piacere, dell’amore assoluto. Questa terzina è portatrice del valore del corpo. Dentro al corpo, sembra dire la poetessa, sopra la pelle, passano le vibrazioni. Le scosse nel e sul corpo si infiammano nuovamente, ma quel respirare entra in fondo al circuito dei sensi. Scende a mettere in azione tutti i circuiti della mente stessa, il concetto d’appartenenza perfino.
NUNZIO FESTA
TRA ALBANIA E ITALIA PACE FATTA. CON LA POESIA
Saranno due poetesse a riallacciare i rapporti sociali tra Albania e
Italia, spesso incrinati dalle forti ondate immigratorie del popolo
albanese. Monica Maggi, giornalista italiana (L’ESPRESSO, GRAZIA, LINUS)
e Lulieta Lleshanaku, poetessa albanese, si incontreranno a POETEKA,
terza edizione del festival Internazionale di Poesia che si terrà a
Durazzo dal 30 aprile al 5 maggio prossimi, per leggere versi di poesia
erotica al femminile.
Sotto la bandiera della poesia saranno le due donne, entrambe poetesse
per la LIETOCOLLE di Como, a realizzare un sogno che potrebbe essere lo
slogan del Terzo Millennio: fate l’amore in poesia e non fate la guerra.
Monica Maggi, rappresentante per l’Italia (uno dei 21 Paesi ospiti) dopo
Edoardo Sanguineti (2006) e Maria Luisa Spaziani (2005) leggerà versi
dal suo ultimo libro di poesie erotiche CALCO, evoluzione spirituale ed artistica del
precedente successo editoriale di LA MIA PELLE E’ UN CIFRARIO (2002, nove
edizioni).
Lulieta Lleshanaku ne farà la traduzione e leggerà i suoi versi di ALTRE
TERRE, in lingua italiana e in albanese. La presentazione dell’incontro
è affidata ad Alessandra Corsini, scrittrice.
Info:
www.monicamaggi.it
www.monicamaggi.splinder.com
www.poeteka.org
www.lietocolle.com
347-7618417
La mia vita è odorosa
e mi artiglia



L'Idea
L'erotismo entra nelle sale di un Caffè Letterario per mostrarsi ad un pubblico eterogeneo e appassionato di parole, suoni, gesti e seduzione. Cinque appuntamenti, ognuno con un tema diverso, ognuno con un punto di osservazione diverso dove il pubblico, ospite di un accogliente Caffè Letterario, ha l'occasione di diventare interattivo e di uscire fuori dalla passività di semplice spettatore per essere coinvolto nella Erotic@Mente degli ospiti dei cinque appuntamenti e dare la propria personale visione dell'erotismo.