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WORDS - FOLLE DIARIO DI BORDO

WORDS - FOLLE DIARIO DI BORDO

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Utente: Mounika
Nome: LaMonica www.monicamaggi.it
Giornalista, scrittrice, editor, docente universitaria. Curiosa delle storie di uomini e donne. Un po' folle.

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marzo 31 2008

HIPPIE HOUR
via del Boschetto 34
ROMA
06-4815242

Venerdi 04 aprile dalle 
ore 21.00:
SERATA CULTURA:
presentazione del libro 
DONNE
di ginevra brandi

"Parla di ricerca d’amore, di incontri deludenti ma anche affascinanti nella loro fuggevolezza. Di uomini che non lasciano tracce e di donne indelebili. Di una città che aggroviglia, tenta, seduce e abbandona. Ma è stata scritta poco tempo fa, pur snodandosi attraverso almeno quarant’anni di vita. E poco tempo fa, da pochi anni a questa parte, esiste un mezzo che ha stravolto l’esistenza affettiva e non solo di milioni di individui. Soprattutto di donne. E’ internet..." 
                                             (recensione di Monica Maggi sul sito ElleXelle)

presentano la giornalista Carolina Drago e la regista e sceneggiatrice Flaminia Graziadei
presente l'autrice
Ginevra Brandi


postato da: Mounika alle ore 31/03/2008 16:50 | link | commenti
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marzo 30 2008




oggi
nell'amore la vita, nell'amore la morte

Mi ricordo che lo diceva Freud, e ne sto leggendo un vecchissimo libro, anno 1977, milleecinquecento lire, roba da lotta proletaria.
Oggi ne sono consapevole, dico  mai piu' pretendere  ci sia qualcuno che dica "sei ok"  per sentirsi bene. La giustificazione me la firmo da sola. Unica possibilita', anche perchè se va tutto male, la sola faccia che posso a prendere a schiaffi è la mia.

Ringrazio una signora venuta da lontano, incontrata sugli scalini del Duomo di Milano. Chissà se si è resa conto delle cose preziose che ha lasciato su quel tavolo di self service, in mezzo ai piatti di insalata di mare e grissini. Mi ha dato un gesto di somiglianza, due o tre consigli, e una frase. Che l'amore sa aspettare.
postato da: Mounika alle ore 30/03/2008 19:14 | link | commenti (2)
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La Metamorfosi (Idea Vilarino)
 
Allora io sono i pini
sono la sabbia calda
sono una brezza soave
un uccello leggero che delira nell'aria
o sono il mare che batte di notte
sono la notte.

Allora non sono nessuno.

postato da: Mounika alle ore 30/03/2008 16:51 | link | commenti (1)
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marzo 25 2008

DEL PECCATO CHE SEDUCE

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oggi

giornata che mi permette di respirare e riflettere. Bene.
ieri sera un film bellissimo, finalmente.
Il titolo è ininfluente, ma ci sono state perle di saggezza.
Il tema però mi attraeva: la seduzione.

Mi dico che non serve un trattato di filosofia per districarsi nel vicoli della vita: basta qualche scena vista da sola, al buio, con il fuoco che si attenua lentamente.

"Il  matrimonio è qualcosa che invade e si piazza dappertutto: per questo non è per gli egoisti che restano soli" (aggiungerei io. "..e liberi")
"La sofferenza è un peso che si porta da soli. Non pensare che diminuisca dandone metà a qualcun altro confessando qualche colpa".

ok, ricevuto
aspetto prossimo film o prossimo peccato
postato da: Mounika alle ore 25/03/2008 19:05 | link | commenti (2)
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identikit

cancelloidentikit di un cuore in cammino
postato da: Mounika alle ore 25/03/2008 11:25 | link | commenti (4)
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marzo 23 2008




Fa molto freddo.
La pioggia ha spazzato a raffica quei pochi resti di una giornata che voleva imporsi come la Pasqua.
Non c'è riuscita.

Il peso scende, i sogni salgono, mi piace il mio corpo, la palestra e la dieta si sono accompagnate ai pensieri e ai problemi e adesso mi sento una libellula. Che sciocche le donne che si accontentano di una gonna attillata, pensavo una volta.
E invece no, dondolare sui tacchi con un vestito nuovo fa un certo effetto, almeno fuori visto che dentro si è un po' peste.

L'amore è un invia-ricevi della posta, un'attesa che si vorrebbe riempire, buoni propositi che si vorrebbero mantenere, un mare dove si desidera sprofondare, l'oblio della memoria.

Buona Pasqua
vs Monica
postato da: Mounika alle ore 23/03/2008 18:47 | link | commenti (3)
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marzo 17 2008

DI MORO, VENEZUELA E L'AMORE



chissà cosa facevo, quel 16 marzo di trent'anni fa
di sicuro so dov'ero, a fare che
Maracaibo, Venezuela, baby sitter ad una bambina dai genitori distanti e dal mondo ovattato, sorda dalla nascita e in un universo tutto suo

Mi dissero la sera che avevano rapito Moro, e che tutto sarebbe cambiato, e io pensai a casa mia, mia madre e i miei fratelli e cosa poteva succedere mentre me ne stavo lì.

Adesso sono qua, nello stesso posto prima della partenza, e il film s'è mosso per trent'anni e tutto sembra come prima. Diverso. Lo stesso. Il caleidoscopio.

Mi domando perchè se ci si attorciglia sul cuore si sentono sempre gli stessi battiti, anche a distanza di 30 anni. Io mi sento come allora, ma ho smosso montagne e non s'è spostata una piuma.
Nell'amore, amo.
postato da: Mounika alle ore 17/03/2008 14:11 | link | commenti (1)
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marzo 14 2008

FROZEN



Tu vedi solo quello che i tuoi occhi vogliono vedere
Come può la vita essere quella che vuoi
Sei gelido
Quando il tuo cuore non è aperto

Sei così inaridito con tutto quello che hai
Perdi il tuo tempo con odio e rancore
Tu vedi solo quello che i tuoi occhi vogliono vedere
Come può la vita essere quella che vuoi
Sei gelido
Quando il tuo cuore non è aperto

Ora non ha senso dare la colpa
E dovresti sapere che io soffro quanto te
Se ti perdo
Il mio cuore sarà ridotto male

L'amore è come un uccello, ha bisogno di volare
Fai morire tutto il male che è dentro di te
Sei gelido
Quando il tuo cuore non è aperto
postato da: Mounika alle ore 14/03/2008 16:53 | link | commenti (12)
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DI QUALCHE MOMENTO FA

Avevo l’aria intorno che sfaldava il viso

ed ero giovane.

Quando il tempo non ha più le rime

che l’anima vorrebbe

e’ il momento di guardare indietro.

postato da: Mounika alle ore 14/03/2008 16:32 | link | commenti (3)
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marzo 13 2008

DEL DOLORE E DINTORNI

Conosco persone che si sono tagliate strisce intere di gambe, assistendo al sanguinamento lento.
E altre ancora, che si sono immerse in abbracci che sapevano di maledizioni, piuttosto che di felicità. Proprio per soffrire, tanto, e sentirsi vive.

Del dolore si parla tanto, e questa cosa mi sorprende e con questo post vi ringrazio davvero toccata. E' come se avessi messo a disposizione un angolo della mia casa e voi lo state riempiendo di oggetti luminosi.

Del dolore ho parlato ieri davanti a chi mi ascolta (e io pago, ma va bene così) ed era duro come pietra. Pensavo che avrei pianto e tanto, ma è accaduto solo alla fine, e solo sbavando un po' dall'occhio destro. Pietra che mi teneva secca e ferma davanti alle cose che sfilavano in ordine sparso, di fronte.
Del dolore ci saziamo e ci nutriamo, perchè ci aspettiamo un confine da superare e un sollievo da respirare.

Posso azzardare che se io non provassi quello che sto provando ora (dolore) non sentirei la vita che mi struscia sopra, come una pelle?

Avete la mia casa a vostra disposizione
Vi abbraccio
postato da: Mounika alle ore 13/03/2008 08:02 | link | commenti (4)
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