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WORDS - FOLLE DIARIO DI BORDO

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Utente: Mounika
Nome: LaMonica www.monicamaggi.it
Giornalista, scrittrice, editor, docente universitaria. Curiosa delle storie di uomini e donne. Un po' folle.

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agosto 26 2008

IL TEMPIO IN UNA STANZA

ho fatto un sogno bellissimo
e visto che non ho mai il taccuino e la penna a portata di mano, lo segno qui

ero in una serie di stanze grandissime, che sembravano quelle della cappella sistina
la volta altissima, e io camminavo a mezza altezza: esempio, se la stanza era alta 6 metri, avevo la netta percezione di camminare su 3 metri di sabbia, con tre metri si soffitto sopra di me

era sabbia, lo ricordo di sicuro dalla sensazione sotto i piedi e dal colore grigio...sabbia!

una stanza dietro l'altra, come se fossero tutte parte di una costruzione grandissima.
alcune non avevano soffitto, e io vedevo le stelle ed era notte, ma non mi sembrava strano che non avessero soffitto

ad un certo punto guardo una parete
sorpresa
guardo meglio
mi accorgo che la parete non è di muratura ma anch'essa di sabbia
e vedo delinearsi sotto la sabbia una specie di tempio
o una cattedrale
o una gigantesca costruzione, come un immenso casolare

guardo meglio, e mi accorgo che E' una costruzione, e vedo uscire d'incanto porte, archi, finestre, colonne, tutto mezzo coperto dalla sabbia, come resti archeologici mai scoperti

insomma, ero dentro una stanza enorme, ma così grande da contenere per metà sabbia, e l'altra metà una costruzione che spuntava dalla sabbia

insomma, il tempio in una stanza

nessun commento please, vabbè che avevo mangiato peperoni e che Kamilla la gatta era scatenata, ma io questo sogno me lo ricordo, ed era bellissimo!!!!

postato da: Mounika alle ore 26/08/2008 14:40 | link | commenti (3)
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agosto 14 2008

FILASTROCCA DELL'IN

FILASTROCCA DELL'IN

inspiegabile
incontrollabile
incomprensibile
ingiustificato
inesaudito (del tutto)
impossibile
infinito
inimmaginabile
insopportabile
insopprimibile
indefinibile

infindeiconti è il mio amore
postato da: Mounika alle ore 14/08/2008 15:57 | link | commenti (5)
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Ed era tutta luce
ed è ancora
l'immagine di due passi insieme
non sconfigge le tenebre ma le affianca.

Non era ancora il contorno esatto
e ancora non è
di un quadro che appendo alla parete
ma un posto bianco che lo aspetta

questo è
questo sei
eri e sei e sarai ancora.
postato da: Mounika alle ore 14/08/2008 15:43 | link | commenti (1)
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ANNA ACHMATOVA


A molti   (Da Anno Domini)

Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,
il riflesso del vostro volto,
i vani palpiti di vane ali...
fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi.

Ecco perché amate così cúpidi
me, nel mio peccato e nel mio male,
perché affidaste a me ciecamente
il migliore dei vostri figli;
perché nemmeno chiedeste di lui,
mai, e la mia casa vuota per sempre
velaste di fumose lodi.
E dicono: non ci si può fondere più strettamente,
non si può amare più perdutamente...

Come vuole l’ombra staccarsi dal corpo,
come vuole la carne separarsi dall’anima,
così io adesso voglio essere scordata.

1922
postato da: Mounika alle ore 14/08/2008 08:38 | link | commenti (3)
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agosto 11 2008

2008_donne





martedì 12 agosto
ore 19
www.terradilei.it


legge Monica Maggi
sara' presente l'autrice



2008_copdonne
postato da: Mounika alle ore 11/08/2008 12:09 | link | commenti
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agosto 4 2008

_DSC3809un'emozione così....
postato da: Mounika alle ore 04/08/2008 20:18 | link | commenti (2)
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agosto 1 2008



LETTERA D’AMORE ALLE MIE PAROLE


Premio speciale della giuria e segnalazione al concorso

Noubs edizioni

26 luglio 2008, Torrevecchia Teatina

 

"Amo le parole.

Le adoro, le venero, le impasto, le assaggio, le gusto e le sogno. Mi immagino grandi schermi in bianco e nero sparsi per le città, sopra i tetti delle case, in fondo ai vicoli stesi da una parte all’altra dell’uscita della via, appoggiati alle pareti dei palazzi come biancheria che si asciuga, e questi schermi hanno parole, mostrano parole che scivolano via piano, sensa senso e con tutti i segreti del mondo.

Amo le parole, mi stregano, mi seducono, mi ingabbiano, mi ammaliano e poi mi nauseano. Se le pronuncia qualcuno che non ne è degno, le rifiuto. La parola è sacra, è il verbo solenne di noi profani, e chi riesce a salire sul gradino di questo onore quando le pronuncia e le ossequia, io a lui e lei mi inchino, ascolto e omaggio e dico che è un battesimo ancora, uno in piu’, uno totale e immenso.

Amo cosi’ tanto le parole che me ne sto muta a sentire chi recita e descrive, e quelle leggere cose invisibili che escono dalle loro labbra sono perle, sono carezze, sono granelli di saliva che diventano acqua benedetta, sono la panacea al male del mondo, sono il veleno che uccide senza antidoto, sono il fiore piu’ introvabile che c’è.

Adoro le parole e mi ipnotizzo, mi faccio stregare, seguo come una suddita fedele chi parla, affabula, racconta, narra, favoleggia. Sono il flauto magico del pifferaio, io sono il topolino che va dietro e non sente piu’ nulla se non l’eco di queste piccole creature. Assomigliano alle formiche, le parole che immagino e che adoro. Diligenti, ordinate eppure folli, metodiche e continue, nere e informi ma con una struttura preziosa di un Dio che le ha studiate al millimetro. La mia citta’ ideale ha parole dovunque, di queste potrei nutrirmi e non pensare piu’ a nulla, le parole dovunque e comunque, su muri e vetri e pietre e carta e alberi.

Sono le parole degli amanti, delle madri e dei padri, dei giovani dal cuore spezzato e dalla vita che fugge, dei vecchi che ne lasciano inascoltate anche agli angoli delle strade, sono le parole della memoria e del progresso, le parole della vita e quelle che si dicono in punto di morte, le parole per dire addio e per dire eccomi qua, quelle per tornare e per andare via, quelle del viaggio e della partenza e del ritorno, quelle dei diari e quelle delle lettere, le parole mute di uno spartito musicale e sonore di un concerto solo per piano, le parole che si insegnano a scuola e quelle attese dei bimbi che nascono ancora.

 

Amo le parole, la mia dichiarazione la lascio qui vergata con le parole, sono io che per una volta ancora e una su tutto le ringrazio, le ossequio e mi inchino, perche’ di me hanno fatto fortuna e sventura, perché mi hanno condannato a seguirle come la maga Circe e come le sirene di Ulisse, io che di lui ho una somiglianza profonda e non mi placo mai. Mi sono innamorata di loro da bambina, e ho scoperto che non avrei vissuto un attimo in piu’ se non le avessi seguite. Ora che sono la loro schiava, una volta ancora felice e dannata come adesso, scrivo una lettera d’amore per le mie regine che non mi abbandonano mai".

Monica Maggi

postato da: Mounika alle ore 01/08/2008 12:49 | link | commenti
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rediviva


Sono piccoli frammentati e strani

i ricordi dell’amore

veloci come furetti e come loro azzannano

minuscoli morsi che fanno a brandelli

la superficie rigata del cuore.

Lei potrebbe anche vivere sola

ma lui le serve e l’amore lo sa

ci si trasferisce e sposta

tutto quello che c’è da prendere e andare.

Io vorrei afferrarli volando

veloce come loro che svaniscono in polvere

cone se fosse un sogno di notte urlante

il boato pieno dell’amore che esplode

schizza via in minuscoli pezzi.


 

 



Non c’è nulla al mondo che valga il tuo bacio

come quello dato al soldato

che parte e non ha memoria di ritorno.

 


 

Essenziale è la parola

eppura gronda eccesso e esagerazione

un continuo ricoprire e andare e andare ancora

la parola riveste quello che spoglia

e che riveste di nuovo.

Ogni volta la sposa si affaccia

sul sagrato della chiesa

per un matrimonio che mai si consuma.

 

 


Tra gli inganni dell’amore

c’e’ quello che chiamano le tue labbra

rosa e deliziose di un veleno salato

che io mischio alle lacrime di indecenza

di salubre passione che accende il sangue

tu mi annebbi mente e cuore

e io sono cosi’ felice che accada

che tu riesca ad scompigliare il quadro perfetto

la cornice si macchia e io non cambio nulla

ma resto a guardare.

 

 

 

Nei miei sogni impazza il mare.

Strano, perche’ ho paura dell’acqua alta

pero’ mi sento a casa

trasformata sirena e ulisse.

Nei fumi del sonno annaspo contenta

soave incorporea

attaccata a te, che non sei corpo

sei essenza e profumo

consistenza di cuore e passione sei

come un’ancora che invisibile penetra

nella sabbia appena smossa delle immagini.

 

 

Non c'è nulla
che lambisca la mano
solo una fioca luce
stanotte.
Il chiarore soffuso
dei sogni
rischiara la strada.

 

Insolita la sera, e i leggeri brividi che anticipano il sonno
tutto quello che sogno è arrivare a domani, e poi domani, e domani ancora
un leggero stordimento che è stanchezza, e forse ricordo di poche ore fa
un abbraccio al mondo.

postato da: Mounika alle ore 01/08/2008 12:34 | link | commenti (1)
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