UVA NERA
Le sembrava strano quel panorama visto da sotto in su. Era stesa schiena a terra e le veniva da ridere. In più c’era il cane che le stava leccando amabilmente il viso con una solerzia assoluta da femmina madre. Non riusciva proprio a sollevarsi e le ciabattine di gomma, ad ogni tentativo, si immergevano profondamente nel fango intorno. Aveva dato l’acqua a quel pezzo di giardino in discesa, dimenticato e secco da far paura, e adesso se ne pentiva amaramente. Ma come le era venuto in testa? , si chiedeva ancora. Non lo sapeva, aveva visto il pezzo di terra riarso e si era detta “mettiamo il getto dell’acqua anche qua”. Un primo pezzo innaffiato, e poi un secondo ed era stato allora. Nell’attimo in cui stava sistemando il tubo sul posto giusto, aveva alzato lo sguardo e lo aveva visto. Bello, rosso, tondo, appena velato dalla polvere verdognola dell’anticrittogamico che il vicino spruzzava contro i parassiti. Superbo e goloso. Un grappolo d’uva nera che dondolava al di là della rete di recinzione che divideva la sua villetta in campagna dalla casa rustica dei vicini. Appetitoso, invitante. E come poteva resistere…ma guardandolo aveva perso la presa sul terreno, o forse un leggero sbandamento o non sapeva cosa. Sta di fatto che le ciabattine di gomma avevano cominciato a pattinare, e lei s’era trovata schiena a terra, le gambe allungate tra i rovi e le erbacce, la testa appoggiata tra fichi caduti in terra e foglie secche.
Ma non era male quel paesaggio. L’odore che sentiva stando in quella posizione (terra bagnata e foglie inumidite dall’acqua e un vapore che saliva caldo dal suolo) le ricordava un viaggio lontano, e una terra altrettanto lontana. Si trovava a Lipari, e aveva appena mangiato uno splendido risotto al nero di seppia in uno di quei ristoranti caratteristici sul porto, innaffiato con un vino bianco leggermente resinoso. Era incinta e la pancia, grossa e tonda e ingombrante, inteneriva chiunque. Compreso il ristoratore che le aveva raddoppiato la porzione. Ricordava anche il ritorno in albergo, dondolando sui piedi gonfi per il caldo, e il marito che si era appisolato sul letto per riposarsi dalla calura e dal trasporto di quella moglie un po’ troppo appesantita. Lei non riusciva a dormire, si agitava sul letto e avrebbe avuto voglia di parlare, di raccontare tutti i profumi di quella terra che le sembrava un paradiso, dei sapori nuovi che avvertiva sul palato proprio grazie a quella gravidanza inattesa. Ma lui dormiva, e lei si era alzata. Si era spinta pian piano fino al balconcino della stanza (avevano pagato in più rispetto al listino prezzi proprio per avere la vista mare) e si era affacciata in sottoveste per guardare la strada e il porto.
Aveva chiuso gli occhi e aveva aspirato profondamente. L’olfatto l’aveva sempre consolata e anche ingannata. Si faceva trasportare dalla golosità che non passava attraverso la bocca ma via narici, e se c’era una cosa che profumava tanto, lei ne era irremediabilmente attratta. Magari non era buona, magari le avrebbe fatto male, ma il primo profumo le dava o una vertigine o una repulsione, e da lì il gioco era fatto. Anche del marito si era innamorata così.
Un’aria leggera le stava sfiorando il viso e scompigliando i capelli, un odore di terra bagnata, foglie secche inumidite e calore che evapora le colpì le narici. Aprì gli occhi, e vide il giardiniere dell’albergo che innaffiava le piante nel cortile. Lui aveva alzato lo sguardo e l’aveva scorta. Le aveva sorriso e lei aveva ricambiato. Niente di più, solo un sorriso caldo di un uomo al sole che innaffia la terra bollente di un’isola lontana. Ma a lei era venuto un leggero capogiro, e si disse che probabilmente aspettava un maschio se le succedeva così. La mattina dopo aveva trovato, davanti alla porta della stanza rientrando dalla spiaggia, un anonimo cestino pieno di piccoli grappoli di uva nera.
Monica Maggi
Nell'ambito della manifestazione
Estate a Roma 2009: ROMAN'S lungo il Tevere
ingresso libero
Lungotevere sotto a Castel Sant'Angelo
accesso all'inizio di Ponte Sant'Angelo
in collaborazione con Ass.ne Culturale INTEMPO e Rivista LINFERA
mercoledì 5 agosto 2009 - ore 21,00
Lietocolle
presenta
Incontro poetico con
Lettura di poesie con esecuzioni musicali