Libreria liber.menTE
Sabato 7 Novembre
Ore 17-19
Via del Pellegrino 94, Roma
Presenta
di Luana Troncanetti
voce di EVA RUTICA
di Filippo Kalomenìdis
(Boopen Led)
Conduce Monica Maggi
Intervengono Angelo Petrella e Aldo Putignano
LE MAMME NON METTONO MAI I TACCHI
Tuo figlio ubbidisce meno del pit bull di casa? Ogni volta che vedi S.O.S Tata in tv ti viene un attacco di panico? Sogni frequentemente di sciogliere tua suocera nell’acido muriatico? Non trovi mai il tempo per fare la ceretta, tanto che i peli superflui iniziano a spuntare fuori dalla trama dei tuoi jeans?
Se sei spesso esausta, sciatta, trasandata, una ex donna, ovvero una mamma che non mette mai i tacchi, con questo libro scoprirai, ridendo, che sono tante le donne come te, che vorrebbero cadere in coma per un paio di giorni solo per riposarsi. Scoprirai che non esiste la mamma perfetta, e quanto sia normale avere la casa disastrata, dei figli impossibili e la vita sociale di una marmotta svenuta.
Se aspetti un miracolo che ti permetta di crescere il tuo bambino senza fatica, rinunciaci subito: unisciti al club delle madri imperfette, frulla e butta giù dalla finestra il manuale della genitrice impeccabile e affidati a Le mamme non mettono i tacchi, una ribelle e ironica antiguida sul come svolgere il difficile mestiere di mamma; un libro che non ti insegnerà certo ad essere una madre migliore, ma riuscirà almeno a farti sorridere.
Con o senza tacchi.
Luana Troncanetti è nata a Roma nel 1970. Schiava devota dell’ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Superboy, per la sua scrittura trae ispirazione dal quotidiano, cogliendone spunti di impensabile comicità sempre con il sorriso sulle labbra. Vincitrice occasionale di concorsi letterari, ha vinto nel 2009 il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e con l’ausilio di un capace psicologo sta ancora tentando di capire come tutto ciò sia stato possibile. Cura il blog http://lastaccata.splinder.com: lasciatele un commento, ci tiene tanto.
Questo libro è la seconda edizione, riveduta e ampliata, di Le mamme non mettono mai i tacchi, edito da Boopen nel 2007.
SOTTO LA BOTTIGLIA
I Borrachines sono tre e non gli basta più bere da soli. Per questo sono emigrati dalla Sardegna a Roma: vorrebbero che il mondo intero si ubriacasse con loro. Il più pericoloso si chiama Luna & Sole. Ha l’epatite cronica e una predilezione per le quindicenni. Ruba l’alcol ai ricchi e lo rivende al mercato nero al miglior offerente. Gli altri due sono San Pietro e San Paolo. Fregano con lui le bottiglie di alcolici dagli scaffali dei supermercati, dai magazzini dei bar, dai depositi dei grossisti. E lo smerciano nei locali notturni, sulle strade in cui vivono soltanto stranieri e barbari, in una città dove persino il fiume ha il colore di un distillato a quaranta gradi. Finché nella storia di Luna & Sole ci si mette di mezzo Laura. O meglio LA’. Una quindicenne, ovvio. E nasce l’amore più raro, quello che fa venire le allucinazioni e contagia tutta la bellezza e tutta la schifezza di questo cielo.
Un’umanità dolente e rinnegata, scritta con penna veloce e rotonda, questo offre l’esordio narrativo di Filippo Kalomenidis. Non c’è indulgenza, né mitologia della bottiglia nell’inferno di Luna & Sole e dei suoi amici alcolisti: solo l’ebbra consapevolezza di un viaggio senza ritorno e senza obiettivi. Non ci sono più attenuanti: questo non è più il lato selvaggio di bukowskiana memoria, ma solo il baratro di chi è stato abbandonato a se stesso e si consola credendosi predestinato. (Guido Chiesa)
Una scrittura caustica e impertinente. Una penna acuminata come i cocci delle innumerevoli bottiglie consumate, idolatrate, frantumate dai personaggi di questo romanzo a 90 gradi alcolici. Il romanzo si svolge in una Roma allucinata e nichilista, tra seminterrati, bettole e giardini comunali. Ma non c’è alcuna voluptas dolendi in questo viaggio senza meta. Piuttosto, un’unica lucida e beffarda consapevolezza: «Puoi ringhiare e mostrare i denti quanto ti pare. Il mondo lo prenderà comunque per un sorriso».
Consumare con moderazione: può causare dipendenza. (Angelo Petrella)
Filippo Kalomenìdis è nato a Sassari nel 1976 e vive a Roma. Scrittore e sceneggiatore, ha scritto per il teatro (tra i suoi spettacoli: Nessuno canta e c’è silenzio, prodotto da Fabula Rasa, e Giovanni, prodotto da Riverrun), per la televisione (diversi episodi delle serie RIS-Delitti Imperfetti, La Nuova Squadra, Intelligence), per il cinema (Let It Be, in pre-produzione per la regia di Guido Chiesa) e ha pubblicato la raccolta di racconti Uno alla volta (Iepi 1996) e il romanzo breve Settimo Cielo (Il Salice-Milano 1997). Nel 2004 ha vinto il premio Franco Solinas con la sceneggiatura Un dio a caso.
Ingresso libero e gratuito
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